"Lasciati Ispirare e rivela il capolavoro che sei" Le persone hanno in sè tutto ciò che serve per essere FELICI. Numero verde gratuito 800.960214
lunedì 12 maggio 2014
TU NON SEI COME GLI ALTRI. Di MARIANA CHIECO (Atleta, amica, imprenditrice) con Daniela Marrocco Coach
.. Tu non sei come gli altri, tu fai delle cose, tante cose, e ne immagini ancora delle altre ed è come se non ti bastasse una vita sola per farcele stare tutte.
Per moltissimi la vita è difficile e sembra già un impresa viverla e basta.
Ma tu... Sembra che devi vincerla la vita, come se fosse una sfida...
Sembra che devi stravincerla...
Una cosa del genere.
È un po come fare tante bocce di cristallo, grandi... e prima o poi te ne scoppia qualcuna...
A te chissà quante te ne sono già scoppiate e quante te ne scoppieranno......
Però...
Quando la gente ti dirà che hai sbagliato ...Fottitene.
Ricordati.
Tutte le bocce di cristallo che avrai rotto erano vita, non sono quelli gli errori...
Quella è vita e la VITA vera è proprio quella che si SPACCA!
Il mondo è pieno di gente che gira con in tasca piccole biglie di vetro...
Piccole, tristi e infrangibili e allora tu non smettere mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo, sono belle e a me piace guardarle per tutto il tempo che ti sono vicina, non smettere mai.
Se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita, a modo suo...
MERAVIGLIOSA VITA, LA TUA!
di Mariana Chieco (ispirato da Castelli di Rabbia di A. BARICCO)
Foto: reperita dal web
SPECCHI: IL VALORE DELL'ATTESA. Di Daniela Marrocco Coach Bari
Cosa fai quando ti guardi allo specchio e quello che vedi non ti piace?
Puoi cambiare cornice, modificare quello che vedi imbellettando, dipingendo, mistificando...
Ma resta che quello che vedi non ti piace. E non puoi farci niente.
Allora hai solo una cosa da fare.
ASPETTARE. ACCETTARE.
Che l'ANIMA sia matura per ACCOGLIERE quello che vedi.
Insegnare agli occhi ad amare, quello che dentro c'è.
E non è come farselo piacere. No. Quello è forzare, tollerare, fingere.
Parlo di ACCOGLIERE, ACCETTARE DAVVERO. ASPETTARE.
Che l'anima sia pronta a RICONOSCERE che quello che c'è è quello che serve, che sei, che occorre, che basta.
Poi chissà..forse cambia ..forse no. Ma non è quello il punto.
Il punto è: aspettare.. poi accettare...poi accogliere.
SENTIRE.
Ecco si, sentire che sei.
E non fa più differenza se ti piace o meno.
Non è quello il punto. Non è più importante.
AMI. E quello che ami non è che piaccia o non piaccia.
Non è bello o brutto. Non è giusto o sbagliato.
E'.
Come te.
Autore DA.MA. NEXT: SPECCHI
Foto: Federico Scianna
ispirato da: WILFRED NELLES
Puoi cambiare cornice, modificare quello che vedi imbellettando, dipingendo, mistificando...
Ma resta che quello che vedi non ti piace. E non puoi farci niente.
Allora hai solo una cosa da fare.
ASPETTARE. ACCETTARE.
Che l'ANIMA sia matura per ACCOGLIERE quello che vedi.
Insegnare agli occhi ad amare, quello che dentro c'è.
E non è come farselo piacere. No. Quello è forzare, tollerare, fingere.
Parlo di ACCOGLIERE, ACCETTARE DAVVERO. ASPETTARE.
Che l'anima sia pronta a RICONOSCERE che quello che c'è è quello che serve, che sei, che occorre, che basta.
Poi chissà..forse cambia ..forse no. Ma non è quello il punto.
Il punto è: aspettare.. poi accettare...poi accogliere.
SENTIRE.
Ecco si, sentire che sei.
E non fa più differenza se ti piace o meno.
Non è quello il punto. Non è più importante.
AMI. E quello che ami non è che piaccia o non piaccia.
Non è bello o brutto. Non è giusto o sbagliato.
E'.
Come te.
Autore DA.MA. NEXT: SPECCHI
Foto: Federico Scianna
ispirato da: WILFRED NELLES
mercoledì 23 aprile 2014
QUESTIONE DI PROMESSE di DANIELA MARROCCO COACH
l'umiltà è la memoria della mia origine e la promessa fertilità del mio futuro.
D.M.
Ed è tutto lì ...nelle promesse che ci vengono fatte da bambini.
Racchiudiamo il nostro destino nella manciata di semi di parole sparse nel terreno della crescita.
Impariamo, cambiamo, ci adattiamo, ci trasformiamo. Pensiamo senza troppa fatica.
Da bambini infondo è tutto nuovo. La fatica è di fatto una memoria. Quando ti trovi a fare le cose per la prima volta, non sai che è faticoso.
Sai che è da fare.
Sai che va fatto.
O forse non lo fai, ma lo fai comunque.
Perchè c'è qualcosa dentro di profondo che ti invita a farlo.
Per andare avanti, oltre, in quel POSTO nel MONDO che ti chiama.
Ed è lì che inizi a sentire crescere dentro di te i se-mi che hanno lanciato nel tuo cervello.
Ci hanno piantato su..qualche volta nemmeno te ne accorgi..ma ci piantano...QUALCOSA.
Se è buona..beh è tutto un giardino, un tripudio, una creatività infinita di idee, fiducia, gioia, resilienza.
Ma se qualche seme arriva storto..o accompagnato dalla GRAMIGNA di parole dure, inadeguate, deformate da quelle sensazioni, da quella storia di vita che chi ti cresce ti traspira addosso con aliti al veleno..beh..ti tocca lavorare. Estirpare le erbacce. Una ad una.
E ti raschi, ti fai male, ti addolora, vedere che su quel terreno senza erbacce poco ci sia..da osservare.
Ma poi..ecco ..poi..mentre hai il naso piantato nell'odore del vuoto ..nei luoghi delle erbacce..in quel terreno cominci a pensare di potere PIANTARLA. SI PIANTARLA. LA TUA PIANTA. LA TUA VITA. IL TUO GIARDINO.
E puoi scegliere i semi, le colture.
Devi solo avere un minimo di riguardo prima nel coccolare il terreno. Nel renderlo umile.
Mettici le mani dentro..accarezzalo..nutrilo di ciò che serve...metti ordine dove era disordine.
E quel terreno tornerà fertile..pronto a incubare SOGNI, SODDISFAZIONI, GIOIA, FELICITA' a dispetto di quei venti di voce al veleno...
La storia, la vita, il destino, la promessa...le RISCRIVI TU.
Per intero.
E puoi solo prenderti un momento per sapere: chi saresti stato senza quel pensiero, convinzione, voce che ti ha contaminato?
Ma il bello è che: non importa. Perchè puoi scoprirlo ...ADESSO. TU.
DaMa EXPERIENCE - RISCRIVI LA TUA STORIA E DIVENTA IL TUO CAPOLAVORO...
Foto: Leszeck Paradowski
D.M.
Ed è tutto lì ...nelle promesse che ci vengono fatte da bambini.
Racchiudiamo il nostro destino nella manciata di semi di parole sparse nel terreno della crescita.
Impariamo, cambiamo, ci adattiamo, ci trasformiamo. Pensiamo senza troppa fatica.
Da bambini infondo è tutto nuovo. La fatica è di fatto una memoria. Quando ti trovi a fare le cose per la prima volta, non sai che è faticoso.
Sai che è da fare.
Sai che va fatto.
O forse non lo fai, ma lo fai comunque.
Perchè c'è qualcosa dentro di profondo che ti invita a farlo.
Per andare avanti, oltre, in quel POSTO nel MONDO che ti chiama.
Ed è lì che inizi a sentire crescere dentro di te i se-mi che hanno lanciato nel tuo cervello.
Ci hanno piantato su..qualche volta nemmeno te ne accorgi..ma ci piantano...QUALCOSA.
Se è buona..beh è tutto un giardino, un tripudio, una creatività infinita di idee, fiducia, gioia, resilienza.
Ma se qualche seme arriva storto..o accompagnato dalla GRAMIGNA di parole dure, inadeguate, deformate da quelle sensazioni, da quella storia di vita che chi ti cresce ti traspira addosso con aliti al veleno..beh..ti tocca lavorare. Estirpare le erbacce. Una ad una.
E ti raschi, ti fai male, ti addolora, vedere che su quel terreno senza erbacce poco ci sia..da osservare.
Ma poi..ecco ..poi..mentre hai il naso piantato nell'odore del vuoto ..nei luoghi delle erbacce..in quel terreno cominci a pensare di potere PIANTARLA. SI PIANTARLA. LA TUA PIANTA. LA TUA VITA. IL TUO GIARDINO.
E puoi scegliere i semi, le colture.
Devi solo avere un minimo di riguardo prima nel coccolare il terreno. Nel renderlo umile.
Mettici le mani dentro..accarezzalo..nutrilo di ciò che serve...metti ordine dove era disordine.
E quel terreno tornerà fertile..pronto a incubare SOGNI, SODDISFAZIONI, GIOIA, FELICITA' a dispetto di quei venti di voce al veleno...
La storia, la vita, il destino, la promessa...le RISCRIVI TU.
Per intero.
E puoi solo prenderti un momento per sapere: chi saresti stato senza quel pensiero, convinzione, voce che ti ha contaminato?
Ma il bello è che: non importa. Perchè puoi scoprirlo ...ADESSO. TU.
DaMa EXPERIENCE - RISCRIVI LA TUA STORIA E DIVENTA IL TUO CAPOLAVORO...
Foto: Leszeck Paradowski
martedì 22 aprile 2014
Parlare in pubblico senza paura: ecco come - di Daniela Marrocco Coach (estratto da il CorrieredellePuglie)
Cosa si aspetta il pubblico?
Se potessimo assimilare le fasi del parlare in pubblico ad una metafora, molti di noi coach esperti in comunicazione lo paragonerebbero al volo aereo. Si, hai capito bene: un volo aereo. Se ci fai caso, decollo, crociera e atterraggio rappresentano i cardini di un volo così come di un discorso, quello definite di solito SPEECH. Torniamo alla domanda. Cosa si aspetta il pubblico. Per scoprirlo effettivamente puoi chiederlo direttamente. Ma ove il numero o la situazione non te lo consentano, ecco qui di seguito una serie di indicazioni sull’atteggiamento mentale da tenere (7 per la precisione) che potrà tornarti utile nell’APPROCCIO MENTALE da utilizzare quando stai per imbatterti in una conferenza, in uno speech, o comunque in una performance in pubblico.
Bene, esistono ben 7 differenti modi di pensare affinchè tu possa sentirti più confidente nel rapporto con il pubblico.
1) Tu sei colui/colei che è di fronte alla platea. Questo significa che hai il controllo. Che puoi dire loro tutto ciò che occorre e che possano verosimilmente fare.
2) La tua platea vuole avere successo. Si fida di te. Si radica in te. Dietro ogni volto c’è un cenno di incoraggiamento. Probabilmente stanno solo condividendo la loro paura… lascia che possano naturalmente porsi dalla tua parte.
3) Tutto ciò che hai da fare è proporre nuove informazioni alla tua platea. Non devi necessariamente intrattenerle in modo esilarante o strabiliante, a meno che non sia questo il tuo mestiere. Ciò che devi fare è semplicemente trasmettere loro nuovi messaggi. Tutto
ciò che aggiungi in più sarà e deve essere percepito come un bonus.
4) Le uniche persone che ti giudicheranno sono le stesse che ti giudicherebbero in ogni caso, anche se tu facessi la performance migliore mai registrata. Il resto delle persone sono lì e assumeranno che abbiate fatto il vostro meglio.
5) Alcune persone pensano di essere invisibili nella platea. Presentano facce annoiate o distratte. Questo non perché lo siano veramente: semplicemente non hanno informato i loro volti che sono interessate! Pensaci.
6) Gli occhi di coloro che compongono il tuo pubblico sono gli stessi degli esseri umani la maggior parte dei quali (forse come te) è pressochè terrorizzata dall’idea di parlare in pubblico e dover correre alla toilette per lasciar andare inopportuni imbarazzi. Pertanto,
rilassati. Avrebbero paura anche loro a stare al tuo posto, ma sono consolati dal fatto che ci sia tu.
7) La tensione è una cosa buona. Tutti i performers sono nervosi prima di agire. L’adrenalina aiuta ad usare la mente e il corpo al meglio e ti aiuta a stare SU con l’eccitazione. Mantenete l’equilibrio tra nervi tesi ed eccitazione. L’equilibrio è la chiave per restare sull’onda e cavalcarla…
Certamente è un modo creativo di approcciarsi al Public Speaking. Sopra ogni cosa ricordati: sii te stesso. Simulare di essere altro o altri è sempre controproducente.
giovedì 17 aprile 2014
TUTTO CIO' CHE TI SERVE E' NIENTE....TRANNE...
#dama #experience #coaching
(foto: Illavis Vuelle)
La mente ..
E' in grado di creare cose incredibili, attuare cambiamenti insospettabili..
A volte basta un piccolo trucco per ingannare la nostra mente logica che risponde a meccanismi consueti, conosciuti.. Ordinari.
Ma il punto e'che siamo puramente #straordinari.
Ed ecco qui .. #beautyisastateofmind
Ed il punto è...che a volte basta un NIENTE...Niente..a parte TE!
Per essere un CAPOLAVORO!
Questo è per te.
http://www.youtube.com/watch?v=EGDMXvdwN5c
(foto: Illavis Vuelle)
La mente ..
E' in grado di creare cose incredibili, attuare cambiamenti insospettabili..
A volte basta un piccolo trucco per ingannare la nostra mente logica che risponde a meccanismi consueti, conosciuti.. Ordinari.
Ma il punto e'che siamo puramente #straordinari.
Ed ecco qui .. #beautyisastateofmind
Ed il punto è...che a volte basta un NIENTE...Niente..a parte TE!
Per essere un CAPOLAVORO!
Questo è per te.
http://www.youtube.com/watch?v=EGDMXvdwN5c
lunedì 31 marzo 2014
Obiettivi e Perfezione (di Daniela Marrocco Coach Bari)
Obiettivi.Li cerchiamo, li rincorriamo, li impegniamo, li settiamo...i nostri obiettivi si insidiano nelle vene..partono dal cuore. C'è tutto. C'è passione, c'è forza, c'è determinazione, c'è volontà, c'è anima, c'è competenza, c'è visione.
Quando pensiamo ad un obiettivo, forse in qualche modo siamo già lì. Annulliamo i tempi e le distanze.
Siamo il tempo e lo spazio insieme.
E lo vogliamo fare perfetto. Vogliamo ottenerlo in modo ottimale, pulito, essenziale, elegante.
PERFETTO.
Dettaglio dopo dettaglio. Passo dopo passo.
Accade..si accade però..che nel fare attenzione a tutto questo dettaglio ci si perda...non solo nel fare, nell'azione.
Ma ci si perda il resto.
Il gusto, la voglia, la passione.
L'AZIONE PRENDE IL SOPRAVVENTO sul MOTIVO VERO per cui abbiamo iniziato ad AGIRE.
E perdi persino la VISIONE di quell'obiettivo.
Allora, ti rendi conto che la perfezione non è il GENITORE dell'EFFICACIA.
Che il risultato non è figlio del puntiglioso eseguire.
E' forse più che altro figlio di chi sei, del tuo ESSERE GIà lì..nell'obiettivo.
E allora impari...che qualche volta va bene lasciar andare qualcosa per raggiungere il risultato.
Ed essere FLESSIBILI in quella MAGIA di imperfezione che è equilibrio, adattamento, movimento...
Non è necessario essere perfetti. Va bene anche essere efficaci.
La perfezione non genera emozione...ma l'emozione crea la differenza!
Da.Ma. Next
Foto: il magico mondo della fotografia
mercoledì 26 marzo 2014
IL CAMBIAMENTO? E' possibile ma solo se... (Di Daniela Marrocco Coach Bari)
CAMBIARE la propria VITAUna, due, tre, 4...4 parole.
Che possono voler dire tutto.
CAMBIARE LA PROPRIA VITA.
E solo che per farlo occorre un modo, una motivazione, un qualcosa...
Si ma cosa?
Perchè la mente, si lei, se ne rende conto che è necessario cambiare quando è necessario cambiare..
Il corpo: si anche lui...ti guida, ti affanna, ti strema, ti comunica con tutta la forza di un sintomo...
E poi il cuore, o l'anima, o la parte profonda di noi...Anche lei..sa che è necessario.
Eppure, inizi, ti affanni, ci giochi, ti impegni, verbalizzi che vuoi cambiare.
MA NON RIESCI.
Perché: è la prima parola che imbarazza l'incedere incerto di quelle 4 parole.
Ecco..perchè per cambiare occorre una cosa su tutte: UN VANTAGGIO certo, ma soprattutto UN SOGNO, un PROGETTO, un'IDEA che DOPO ...DOPO..MA NON TROPPO DOPO...
Staremo molto ma molto meglio..
Che lasceremo quel contributo, quell'eredità al mondo.
Ecco, per quello diamo la vita.
Per l'eredità.
Talvolta sono le nostre imprese, altre i figli, altre ancora gesti semplici.
Ma a CAMBIARE LA PROPRIA VITA ci vuole questo: un SOGNO da seguire, un progetto...una VISIONE di NOI nel SENSO DELLA VITA.
E allora si che la MENTE, il CORPO e il CUORE/ANIMA si allineano dentro nel profondo per COMPIERE L'AZIONE del CAMBIAMENTO.
E rendere diversa la propria vita...FINALMENTE.
Da.Ma. Next
Foto: Gregory Colbert
giovedì 20 marzo 2014
#HAPPINESS: felicità? Hai 5 minuti? (di Daniela Marrocco Coach Bari)
Felicità...volete sapere cosa vi rende felici?
beh..è semplice. Vi basta seguire questi semplici passi:
1) prendetevi 5 minuti 5 (non dite che non li avete);
2) respirate profondamente fino a sentire l'aria che vi gonfia la pancia..si.. proprio così;
3) chiudete un momento gli occhi e pensate qualche secondo all'ultimo momento in cui avete riso a crepapelle (anche qui non barate che 1, dico, almeno 1 lo avete vissuto..) o se non proprio a crepapelle...poco meno ;
4) rivivete quel momento intensamente, come se foste lì;
5) riaprite gli occhi e osservate intorno: vi sembrerà un pò diverso..più o meno luce..più o meno leggerezza..;
6) pensate alla cosa cui tenete di più...la cosa più importante per voi..un sogno, un progetto..qualcosa che volete proteggere...
7) pensandoci vi chiedo di SORRIDERE. Non che venga naturale...ma SORRIDETE..RICORDANDO CONTEMPORANEAMENTE quell'esperienza della risata...
8) rilassatevi pensando a tutto questo e...
ANCORA UNA COSA...
SE AVETE TROVATO 5 MINUTI per seguire tutto questo, Se avete dato a voi stessi la possibilità di riviere un ricordo bello, di pensare a cosa è veramente importante e nel frattempo avete posto attenzione al RESPIRO..beh ecco...siete pronti per la ricetta della FELICITA'.
5 minuti al GIORNO...
per ricordarvi che FELICITA' è ricordarsi di VIVERE BENE.
beh..è semplice. Vi basta seguire questi semplici passi:
1) prendetevi 5 minuti 5 (non dite che non li avete);
2) respirate profondamente fino a sentire l'aria che vi gonfia la pancia..si.. proprio così;
3) chiudete un momento gli occhi e pensate qualche secondo all'ultimo momento in cui avete riso a crepapelle (anche qui non barate che 1, dico, almeno 1 lo avete vissuto..) o se non proprio a crepapelle...poco meno ;
4) rivivete quel momento intensamente, come se foste lì;
5) riaprite gli occhi e osservate intorno: vi sembrerà un pò diverso..più o meno luce..più o meno leggerezza..;
6) pensate alla cosa cui tenete di più...la cosa più importante per voi..un sogno, un progetto..qualcosa che volete proteggere...
7) pensandoci vi chiedo di SORRIDERE. Non che venga naturale...ma SORRIDETE..RICORDANDO CONTEMPORANEAMENTE quell'esperienza della risata...
8) rilassatevi pensando a tutto questo e...
ANCORA UNA COSA...
SE AVETE TROVATO 5 MINUTI per seguire tutto questo, Se avete dato a voi stessi la possibilità di riviere un ricordo bello, di pensare a cosa è veramente importante e nel frattempo avete posto attenzione al RESPIRO..beh ecco...siete pronti per la ricetta della FELICITA'.
5 minuti al GIORNO...
per ricordarvi che FELICITA' è ricordarsi di VIVERE BENE.
DA.MA. NEXT: le pillole di Da.Ma. Responsabilità (D. Marrocco Coach Bari)
Quando smettiamo di dare la colpa agli altri per quello che abbiamo passato, per quello che siamo diventati .. E ci si concentra su CHI SCEGLIAMO di essere, su COME VOGLIAMO vivere e iniziamo a FARLO.. Ecco e' lì che si inizia la vera VITA, la grande Bellezza.. La meravigliosa AVVENTURA DI SE'...diventando LIBERI.
Daniela Marrocco
Da.Ma. Next
Foto: il magico mondo della fortografia
Daniela Marrocco
Da.Ma. Next
Foto: il magico mondo della fortografia
lunedì 10 marzo 2014
“Negoziare”? Non è solo un “affare” Da.Ma. Coach Bari
di Daniela MarroccoLupi (non solo di Wall Street) o negoziatori eccellenti (eticamente corretti)? Anche nei sentimenti negoziare è questione di fiducia. Attivare negoziazioni positive e sentirsi felici anche nelle relazioni sentimentali? Si può. Ma il primo passo da fare è chiarire cosa significhi negoziare e in questo caso, ancor più specifico, che si intenda per negoziare in modo con-vincente. Ispirati dal film “The Wolf of Wall Street”, molti di voi probabilmente si saranno sentiti in bilico tra sentimenti di ammirazione e assoluto disprezzo delle abilità negoziali e di vendita del broker Jordan Belfort (magistralmente interpretato nel film da Leonardo Di Caprio). L’ambivalenza di sentimenti è dettata dalla assoluta assenza di etica e correttezza di questo indiscusso genio della vendita e della negoziazione.
Ma al di là della squisita critica cinematografica, giuridica e finanziaria… facciamo un passo oltre. Come faceva Jordan a vendere così bene? Cosa facciamo noi quando riusciamo ad ottenere un risultato strabiliante: convincere
qualcuno della nostra idea e fare “l’affare”? Bene, partiamo da qui. Negoziare è un’arte vera e propria, umana e meravigliosa che parte da un concetto chiave. LA FIDUCIA. Quando si contratta o negozia con qualcuno (persino per un’uscita al cinema tra amici) è facile che si inneschi il meccanismo di posizione. Siamo convinti che la nostra scelta/idea/posizione sia la migliore possibile. E investiamo tanta energia e tempo nel far sì che l’altro (o gli altri) la sposi. Naturalmente questa operazione è tanto ben riuscita quanto più carisma e credibilità siamo in grado di ispirare. Ed è qui che inizia il nostro momento di gloria: dalla credibilità e dalla fiducia che riusciamo ad ispirare negli altri. La fiducia è una componente essenziale nelle negoziazioni, ma in tutte le relazioni.
E’ un mix di riconoscimento, responsabilità, congruenza comunicativa e rispetto del mondo altrui perfettamente equilibrato. E’ quel cocktail che spinge l’altro a dire: mi affido a te.
E’ quel quid che consente al nostro interlocutore di percepirci come collaboratori e non più (strano a dirsi) come avversari in una negoziazione. Il negoziatore DOC è colui che è in grado di sviluppare questo clima di fiducia e credibilità andando oltre la scelta/idea/posizione, concentrandosi sulle INTENZIONI e sugli OBIETTIVI. Perché, se facciamo velocemente un excursus sulle nostre negoziazioni fallite, probabilmente noterete che persino in un semplice confronto è facilissimo perdere la lucidità e “cacciarsi” letteralmente in una discussione inutile. E spesso solo perché siamo tutti presi a difendere la nostra idea e non abbiamo ascoltato attentamente quella del nostro interlocutore.
Lasciandoci trasportare dalle emozioni. Ecco, proprio ascoltando
il nostro interlocutore, possiamo raccogliere informazioni preziose, comprendere gli obiettivi dell’altro e arrivare ad offrire la nostra contropartita (sia essa una soluzione, un servizio, un prodotto, una proposta, o persino un invito) come soluzione ottimale per quel problema. Concentrarsi sugli obiettivi anzichè posizioni ci aiuterà a evitare l’intrappolamento nel gioco delle emozioni. Un intrappolamento che nelle relazioni diventa sensibile all’escalation. Quindi, se volete iniziare a diventare ottimi negoziatori usate questo promemoria:
- Chiarite il vostro obiettivo e distinguetelo da convinzioni e posizioni;
- Ascoltate con attenzione per comprendere obiettivo e posizione dell’interlocutore, senza interromperlo. Vi fornirà preziose informazioni;
- Assumete un atteggiamento cooperativo: potreste essere la soluzione al problema se vi proponete come soci in una negoziazione, più che come avversari;

- Ascoltate con attenzione per comprendere obiettivo e posizione dell’interlocutore, senza interromperlo. Vi fornirà preziose informazioni;
- Assumete un atteggiamento cooperativo: potreste essere la soluzione al problema se vi proponete come soci in una negoziazione, più che come avversari;
- Favorite un clima di fiducia basato sulla credibilità, anche attraverso l’ascolto e l’attenzione al punto di vista dell’altro. Parlate prima del punto di vista dell’altro e solo in seguito AGGIUNGETE il vostro;
- Esaminate alternative e soluzioni positive per entrambi. In questo modo sarà più facile trovare soluzioni anziché COMPROMESSI, vera e propria fucina di insoddisfazione. Il compromesso, infatti, lascia sul piatto una parte della posta e spesso lascia nella bocca un retrogusto amaro e poco piacevole. E ricordate: accompagnate sempre la fiducia con l’etica. Vendere fumo quando non avete l’arrosto non vi riempirà la pancia per lungo tempo.E questa non è solo una regola di mercato, ma soprattutto una regola nelle relazioni. Le persone non ameranno mai essere prese in giro. La fiducia è una moneta che costa molto più cara dei vostri interessi. Buona negoziazione etica, allora!
Estratto da: http://www.corrieredellepuglie.com/index.php/2014/03/negoziare/#.Uxy9n5A_REo.facebook
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