mercoledì 1 luglio 2015

SEI PRONTO AD OTTENERE L'IMPOSSIBILE? Daniela Marrocco Coach Bari

Si, si ...tutti lo sappiamo.

L'impossibile ci piace, ne parliamo, ci riempiamo le frasi di motivazione.
Le copiamo, le pubblichiamo. Ci divertiamo a ricercarle. Diventaimo il wikipedia delle citazioni che ci spingono ad andare oltre, ad accettare che l'impossibile di fatto esista.
L'IMPOSSIBILE.
ESISTE.
Difficile, ammettiamolo. Davvero difficile crederci. Perchè una volta per tutte: non tutto dipende da noi. Perciò, che cavolo! Abbiamo certo il buon senso di realizzare che non tutto è possibile!
Finiamola con la solita menata motivazionale che tutto, ma proprio tutto possa essere possibile. 
Lasciamo da parte quella stupida citazione dal vago sapore NewAge che dice: è possibile solo se ci credi!
Basta. Non se ne può più di tutto questo parlare dell'impossibile.
SI, PARLARE.
Avete proprio letto bene. Lo riscrivo. PARLARE.
Perchè, sapete una cosa. L'impossibile è sotto il nostro naso. Continuamente. . 
Sotto i nostri occhi. Lì fermo ad aspettare che qualcuno di noi lo veda, lo ascolti e lo colga, senza pensare che stia soffrendo di un delirio di onnipotenza, una schizofrenia latente, o ancora una patologia non ancora realizzata.
Noi lo chiamiamo così: impossibile. Perchè non abbiamo il coraggio di aprire la mente alla probabilità che possa essere possibile, plausibile, reale. 
Solo che, la mente - si proprio lei - l'impossibile non lo immagina nemmeno se non esiste. Ma se per un secondo solo vi fermaste a riflettere, scoprireste che gran parte delle cose che RITENETE IMPOSSIBILI sono già lì nella vostra testa.
Parliamo di teste sane, sia ben chiaro. Di impossibili SANI. Ancora più chiaramente.
Fermatevi. Solo un momento.
E' mai possibile che la vostra mente possa generare un pensiero, un desiderio e poi dirvi che non esiste la possibilità?
Si ok, è ciò che accade. Ma non è la mia domanda.
Fermatevi a un momento solo a pensare:
cosa accadrebbe al vostro mondo se il VOSTRO impossibile diventasse REALTA'?
Cosa succederebbe a voi stessi se per una VOLTA SOLA, una soltanto ciò che pensate possa essere impossibile si materializzasse davanti ai vostri occhi?
Cosa accadrebbe se per una VOLTA SOLA vi trovaste di fronte a qualcosa che avete solo immaginato per errore e di colpo realizzaste che non è impossibile, ma infinitamente reale?
Chi sareste se per una VOLTA SOLA il vostro desiderio impossibile trovasse accoglimento nella vita vera?
Perchè amiamo pensare all'impossibile, ne siamo follemente innamorati.  Ci consumiamo nel desiderio. 
Ma quanti di noi, quanti di voi sono VERAMENTE PRONTI ad OTTENERE E A VIVERE L'IMPOSSIBILE?

Quanti di noi/voi sono davvero disposti a cambiare un pensiero, un'educazione, la cieca obbedienza alla propria storia pur di VIVERE ED OTTENERE l'impossibile?
Pensateci, davvero, una VOLTA SOLA PROFONDAMENTE:

"Sei davvero pronto ad OTTENERE L'IMPOSSIBILE?"

Cit. M. G

giovedì 12 marzo 2015

Le leggi del successo: “Muccino” visto da una Life Coach. Daniela Marrocco Coach Bari


 di Daniela Marrocco
Il desiderio… il desiderio muove il mondo“.
Inizia con questo incipit di voce narrante il nuovo film di Silvio Muccino – nelle sale dal 26 febbraio 2015
“Le leggi del Desiderio”.
Un film dal sapore contemporaneo, una commedia ispirata che ha come protagonista lui, Giovanni Canton (interpretato da Silvio Muccino stesso) che di mestiere fa il LIFE COACH.
Nessun mistero. Subito svelato il suo lavoro, il suo libro, il suo concorso e il suo programma di dare a 3 persone, 3 cavie come le chiama il suo Editore,  la possibilità di realizzare i loro desideri.
E fin qui, sembra un film facile, veloce, dove le soluzioni saranno pronte e ispirate come nelle migliori tradizioni della commedia romantica italiana. Si che a guardare un pò oltre il filo narrativo, si scopre una vena polemica e intimista del giovane regista per sbirciare dentro le vite normali di persone più che ordinarie afflitte da clichès quotidiani.
Insomma, uno spaccato dove riconoscersi, tra frustrazioni familiari, pene sentimentali, afflizioni professionali e persino la disoccupazione di un uomo di mezza età.
Tuttavia, il film si S. Muccino ha di per sé scatenato un’autentica querelle di interviste e post, dai social alle televisioni, sulla figura professionale proposta dal protagonista. Lo stesso Muccino definisce in più presenze televisive il suo personaggio – e sottolineiamo il SUO personaggio - a metà strada tra un profeta e un santone, uno che usa le neuroscienze (letteralmente la Programmazione Neuro Linguistica ) per CAMBIARE la vita delle persone.
Ed ecco perché trovo giusto puntualizzare, criticamente e in qualità di Life Coach alcuni punti fondamentali. 
Pur rispettando il lavoro di regia e commedia realizzato dall’intelligente Muccino con quell’occhio “dal vero” che lo contraddistingue, è opportuno sottolineare chi è il LIFE COACH.
Un Life Coach è prima di tutto una PERSONA. E come tale affetta da quei limiti di pensiero, fisici e soggettivi tipici dell’essere umano. Il Life Coach è una PERSONA che ha incontrato nella sua vita una OPPORTUNITA’, più spesso una ISPIRAZIONE, per aiutare gli altri a raggiungere i propri obiettivi, realizzare i propri desideri. E per fare questo, non ha semplicemente battuto le mani o aperto un libro: ha studiato, si è formato e si è cambiato prima partendo da se stesso, per molto (credetemi) molto tempo. Persino lo stesso Muccino nel film lo svela tra le righe.

L’EQUIVOCO nella PROFESSIONE
L’equivoco vero dell’attuale concezione di LIFE COACH sta proprio lì: nel rispetto di quella fragilità del tessuto umano che in un tempo di crisi come questo anela a soluzioni “fast food” o “pret-a porter”.
SVELIAMO IL MISTERO: NON ESISTONO CAMBIAMENTI MORDI E FUGGI
E basta arrivare alla fine del film per scoprirlo. Il cambiamento presenta per tutti delle caratteristiche essenziali1) è inevitabile; 2) bisogna volerlo veramente; 3) è fondamentale che sia “ecologico”, cioè che rispetti i valori della persona.
Tutto questo ci porta naturalmente a considerare che i CAMBIAMENTI PER FORZA o PER NECESSITA’ spesso ci troveranno ad affrontare momenti di difficoltà, il rifiuto delle persone intorno (che di fatto non ci riconosceranno più). E i cambiamenti che resteranno, saranno solo quelli che ci hanno fatto davvero bene.
Perché – e qui ringrazio MUCCINO da LIFE COACH – se c’è una cosa che il film RACCONTA dal vero è che: rispettare se stessi, l’autenticità, la propria natura è l’unico vero cambiamento per cui siamo disposti a lottare e a sopravvivere. 

GLI STILI DI COACHING
Certo, il protagonista del film presenta una modalità di Life Coaching piuttosto diffusa. Spettacolarizzazione, ricette, apprendimenti letterali (Maurizio Mattioli -ndr –  al colloquio di lavoro apre una parentesi non da poco sulla reale capacità di utilizzare gli strumenti proposti dal Coach con EFFICACIA e intelligenza emotiva).
Possiamo imparare tutte le strategie che vogliamo, trasformare noi stessi in robot programmati per il successo. Perché questo pensiamo di desiderare e che pensiamo di ottenere. Questo è quello che ripetiamo a noi stessi. E in parte, il successo conserva in sè strategie comuni a tutti coloro che lo raggiungono. Tuttavia questo non è sufficiente.
E questo stile di COACHING non è l’unico possibile, non è il coaching messo in opera da tutti i LIFE COACH.

QUELLI CHE: IL COACH DEL MONDO REALE
Esistono Coach, Life Coaches, che hanno trovato una dimensione più intimista, tutt’altro che spettacolarizzata, scenografica e direi anche profondamente etica e rispettosa dei tempi e dei modi dell’altro. Esistono Life Coach che non prendono subito per vero il vostro DESIDERIO e si trasformano in genio della lampada in men che non si dica di fronte ad Aladino.
Esistono Life Coach che indagano, verificano e vi interrogano con una domanda facile quanto semplice: è VERAMENTE questo quello che VUOI?
Perché se c’è una cosa che lo stesso film comunica è che SPESSO le personecompreso il personaggio Giovanni Canton, life coach di professionenon sempre sanno DAVVERO quello che desiderano. 
E quella coerenza, quella autenticità, quella integrità le si ritrovano spesso lontano dai riflettori, riappropriandosi di una identità scomoda (quella più vera che conserviamo dentro), magari proprio alla fine dei giochi, quando quello che vuoi veramente si palesa davanti ai tuoi occhi e ti porta a corrergli dietro mandando all’aria lustrini e ribalta.

ECCO, da LIFE COACH è questo il leitmotiv che ho colto in questo film vagamente polemico ma profondamente calato nel filo narrativo della commedia romantica: un INNO alla vulnerabilità umana, come valore, come quella porta che alcuni tipi di LIFE COACH – quelli che definisco “coach del mondo reale – hanno usato e usano tutt’ora senza vestire i panni del supereroe, ma usando la propria storia personale (cambiata, lavorata, indagata, studiata, sperimentata attraverso anni di studio e lavoro personale) per aiutare gli altri – si, in effetti si – a:
  1. a) chiarire i propri desideri e a distinguerli dai bisogni;
  2. b) a definire quanto questi siano davvero rispettosi del proprio equilibrio;
  3. c) a formare e istruire verso una strategia realista e responsabile;
  4. d) a determinare un cambiamento che è soprattutto crescita personale…
  5. e) e si…se siamo davvero fortunati ad aver seminato nel terreno giusto, a realizzare finalmente quei desideri.
 E ora a voi. Scegliete pure il life coach e lo stile che desiderate, desiderando BENE, forte e chiaro. Perché come diceva M.Z. Bradley (scrittrice statunitense autrice fantasy nota per il film Le Nebbie di Avalon) “attenti a quello che desiderate, perché potreste ottenerlo”.



http://www.corrieredellepuglie.com/index.php/2015/03/le-leggi-del-successo-muccino-visto-da-una-life-coach/

mercoledì 14 gennaio 2015

LA LIBERTA': SENSO E SIGNIFICATO NELLE RELAZIONI (Daniela Marrocco Coach Bari)

Il senso di #libertà.
Senso di una parola, del suo significato.
Senso nella individuazione di quei filtri sensoriali che la definiscono (quella parola) nella percezione, nell'idea, nell'immaginario, quasi mai nel pratico. 
Senso di libertà.
Cosa è la libertà?
Capiamoci, un valore certo. Ma che valore? 

In questi primi giorni dell'anno 2015, come persona e come coach mi sono imbattuta nel suo significato. Sarebbe meglio dire com-battuta nel suo significato, nei molteplici contesti in cui trova applicazione con il suo algoritmo.
E si, un algoritmo. 


Perchè anche le parole adottano formule matematiche complesse per autodefinirsi. Proprio come un algoritmo che si sviluppa.
La cosa straordinaria della LIBERTA' è che è un algoritmo con variabili importanti. Il suo risultato nello sviluppo cambia a seconda degli ambiti, delle persone...

E' una SORPRESA INFINITA. Nel bene e nel male.
La cosa che però fa da elemento comune di questa definizione è che la LIBERTA' non ha niente a che fare con lo stato fisico delle persone.
Non che non conti certo, ma è soprattutto uno stato d'animo, un atteggiamento, o forse una condizione dell'ANIMA. Un'eresia se confrontata a quell'idea - dicevamo - dell'algoritmo e della matematica.
Che c'azzecca - direbbe un chiunque qualunque.
E dunque? Cosa è la libertà?
Davvero ancora non lo so pienamente, o meglio, non so se il codice matematico sia davvero in grado di tradurla al meglio, o qualche altro idioma è in grado di portare in TERRA ciò che terreno appare non essere...

LA LIBERTA'.
So solo che, quando chiedo alle persone che incontro e incrocio nella mia vita personale e professionale di dirmi COSA rappresenta la libertà per loro, di indicarmi un VERBO, UN MODO ALTERNATIVO per definirla...beh...in quel momento molti di loro riescono a dirmi questo:
è quella sensazione che ti fa capire - si si capire - che puoi scegliere, che sei libero di farlo...e che riuscirai a gestirne tutte le conseguenze.

Ecco, gestirne le conseguenze.
Sarà per questo che in tutto ciò che finora è accaduto che portava il nome di libertà, ad una scelta ha fatto seguito una conseguenza che non dipendeva totalmente da noi o che non poteva essere gestita causa altrui (tremenda) volontà.

E se trasportassimo tutto questo nelle relazioni di coppia per un momento?
Le conseguenze si gestiscono in due...
Per quello è difficile - ma non impossibile - riscoprire la libertà in coppia.
Non è autonomia, non è "mi faccio gli affari miei", è libertà di espressione, di scelta, anche di non condivisione, che importa quella condizione lì...quella di potere gestire le conseguenze. 

Sempre e comunque, avendo rispetto (e qui apriremmo volentieri un'altra parentesi, o forse un mondo intero) dell'altrui libertà di mandarci al diavolo, quando quella CONSEGUENZA proprio non è sopportabile.

Testo: Daniela Marrocco
Foto: Daniela Cantatore Selectioned Album B/N (many thanks for inspiration)

mercoledì 10 dicembre 2014

Diario di Viaggio: il VIAGGIO SEI TU: Rio de Janeiro #fortytour. Daniela Marrocco Coach Bari

Il viaggio sei tu. 
Di Daniela Marrocco

Ci sono viaggi che non fai. 
Sono quei viaggi che ti attraversano, ti vivono, ti invitano. 
Proprio come un corteggiatore: un luogo magico, le luci, l'atmosfera, la ricercatezza e la semplicità insieme... 
L'emozione. 
Ti aprono nuovi mondi, cuori, scenari. 
Sono quei viaggi che si svelano un po alla volta. 
Si srotolano come una pellicola davanti agli occhi. 
Rivelano fotogrammi che anticipano quello che vivrai. 
Ti chiamano ad entrare nella cellulosa ed essere parte del tutto, dell'opera, della vita che ti si costruisce davanti. 
Non subito: ma un pezzo per volta ... 
Con quel ritmo appropriato che ti fa stare attenta ai passi senza rinunciare allo spettacolo della sorpresa. 
Perché si, alla fine i viaggi ti scelgono. 
Scelgono per te. 
Scelgono te perché possano esistere.
Il viaggio è il migliore rappresentante del destino.
E tu, di che viaggio sei?

#ilviaggioseitu #viaggiare #coaching #dama #scrivilatuanuovastoria

Diario diViaggio #2: CASCARE: Iguaçu #fortytour. Da.Ma. Coach Bari

E arrivi vicino vicino ... 
A toccare quello che hai solo visto in cartolina. 
Quando sei vicino non puoi non accorgertene. 
Ti lascia il segno anche leggero... 
I capelli si inumidiscono, cedono a lei. Lei che qui è Pacha Mama. 
Per noi, madre natura. 
Lei insegna, impetuosa, fragorosa ... 
Come in quella gola del diavolo dove la voce dell'acqua è talmente dirompente che non puoi evitare di sentirla. 
Perché a non volerla sentire ci pensa lei a farsi sentire, placca doti addosso con la sua pioggia di nebbia e colore. 
E gli occhi guardano e si fanno riempire di acqua come se non avessero mai visto. 
Diventano vetro, diventano coppa per raccogliere emozioni e tormente che vorresti buttar giù per 80 metri di altezza. 
Lasciar andare con la stessa forza e caparbietà delle cascate, con la saggezza della natura. 
Perché lei non si sforza, semplicemente è. 
Si adagia e disegna in mezzo alla foresta sentieri impossibili e si lascia cadere di fronte al dispetto della roccia. 
Ma proprio lì, nel cadere, diventa maestosa, imperiosa, viva più che mai. 
Lei cade e si rigenera, reinventa la vita ... Diventa meraviglia!
Ecco, cadere. A volte serve a rigenerare, lasciare andare, diventare nuova meraviglia.

#dama  #fortytour #coaching

Diario di viaggio#1: I PONTI > #fortytour Buenos Aires. Spunti di Da.Ma. (Coach Bari)

Ci sono ponti che ti portano dall'altra parte di un sentiero.. 
E qualche volta di un sentire. 
Ponti piccoli, non sempre pericolosi, armonici e vagamente decorativi. 
Eppure quei ponti segnano un passaggio, una distanza, un TEMPO che scorre sotto le suole delle scarpe.
Li attraversi quasi senza pensiero... Ma quel sentiero ti segna ... Non solo le suole. 

Ti marca un passaggio, ti apre un futuro che talvolta nemmeno chiedi o scorgi. 
Ti accompagna silenzioso con il suo corrimano. 
E nemmeno te ne accorgi che stai varcando la soglia del nuovo, nell'inedito, forse anche inaspettato. 
Certo è solo un ponte .. 
E i ponti uniscono distanze. 
Ma qualche volta - lo sanno raccontare - hanno qualcosa in più da dire. 
La forza di una scelta e di una decisione. 
Quel guardare avanti sempre e comunque ... Sapendo di aver passato lo spazio e il tempo. 
E di essere poi alla fine esattamente dove dovresti essere. Nel futuro che ti stai costruendo.
#dama #sentieri #ponte
#coaching #fortytour

giovedì 16 ottobre 2014

Perchè cadiamo? di Daniela Marrocco Coach Bari

Perchè Cadiamo?
Uno dei migliori corsisti che io abbia incontrato mi ha mostrato questo video (@Federico Angarano) e lo ringrazio di cuore.
Perchè è un video che insegna "perchè cadiamo"...
"Il mondo non è tutto rose e fiori...se glielo lascerai fare ti metterà in ginocchio...Nulla riesce a colpire più duramente e forte della vita...ma non importa quanto forte ti colpisce...quanto quanti colpi riesci ad incassare e a continuare e andare avanti...PERCHE' IL DOLORE è TEMPORANEO. E qualcos'altro prenderà il suo posto.
Ma se molli...durerà per sempre!"

#DaMa #Coaching vi consiglia la visione di questo video. Perchè può sembrare ovvio, scontato, già visto.
Il punto è che abbiamo la memoria corta a causa della frenesia, di quella fretta bastarda che ci portiamo addosso, lasciando indietro battito, cuore, emozioni, voglia di vivere e motivazione.
Un colpo in crescendo che vi farà ricordare una domanda su tutte: 

E SE FOSSE POSSIBILE AVERE UNA VITA FELICE?
Se i perchè di tutti i giorni, del dolore, FINALMENTE fossero sostituiti da ALTRO, come ... 

SI! Ci sono, ce l'ho fatta!.
Se i punti interrogativi che uncinano la testa, finalmente si sganciassero e lasciassero lo SPAZIO a ciò che può arrivare...
 

Di buono, di VERO, di SENSATAMENTE CORAGGIOSO E FOLLE.
 

Non convenzionale, ma inaspettatamente POSSIBILE?
e SE FOSSE OGGI quel giorno per TE?


#danielamarrocco
#Whatif #whywefall #success #succeed #coach #mentalcoach #believe #inspire #achieve


https://www.youtube.com/watch?v=mxhMKIpxaKE 

lunedì 15 settembre 2014

LA PERFEZIONE. Di Daniela Marrocco Coach Bari

LA PERFEZIONE!
Per me è sopravvalutata. Ma incredibilmente ambita...
Pensateci...
Viviamo, lavoriamo, agiamo con l'idea che la perfezione possa essere il viatico ideale per ottenere attenzione, comprensione, AMORE!
 

La perfezione è l'illusione che abbiamo imparato fin da quando, bambini, appendevano ad essere degni dell'amore di mamma e papà, facendo a cazzotti con un senso di inadeguatezza e una dignità tutta da guadagnare.
Abbiamo fatto tutto e il contrario di tutto.
Ci siamo proclamati ribelli o i figli perfetti.
Abbiamo seguito e inseguito quella perfezione di ruolo con alacrità.

Ci siamo impegnati, profusi, fusi, confusi, arrabbiati, esaltati in nome di quella perfezione. In nome di quella performance che avrebbe fatto la differenza. 

E poi un giorno, si un cavolo di giorno.. Ci siamo trovati! 

Fermi, immobili. Di fronte a quella perfezione. Inermi, assorti, presenti. Incapaci di ripeterla. Con il dubbio che quella perfezione NON sarebbbe mai stata ripetibile. Che in NOME della PERFEZIONE ci siamo circondati di silenzio, di dinieghi di opportunità. Di rinunce.
E' uno schiaffo quella perfezione che risveglia. Perchè un giorno, un bel giorno...si, ci siamo trovati. Anzi, dovrei dire RI-trovati! 
A guardare oltre quella corazza chiamata perfezione.Nostra soprattutto. 
E ci siamo resi conto che lì, dietro quella parvenza, eravamo rimasti bambini (e caspita che fatica mantenerla!). 
Bambini e insieme adulti. Adulti che non avevamo ottenuto tutto esattamente come lo volevamo... 
Soprattutto quella cosa lì, quella che tutti chiamano AMORE! 
AMORE SI, quella.
E arriva sempre, poi quel giorno che impari a togliertela di dosso, quella perfezione. 
Te la scrolli.
La ringrazi...
La prendi a schiaffi..
Ci litighi (e certo lei non ama essere mollata) ed ecco qui.
Resti tu! (anche se non ti piace, in principio)....resti TU!
Degno di essere amato, degno di meritare, degno di essere felice.
Perché?
Semplice! Perché ESISTI!

mercoledì 3 settembre 2014

E SE LUI/LEI RITORNA? EX SI O EX NO? di Daniela Marrocco Coach (Bari)

Tornare con l’ex si o no?
Quando penso a questa domanda da love coach mi vengono in mente moltissime domande aggiuntive, più che risposte.
Nella mia esperienza ho incontrato diverse persone che si sono trovate a riprendere in considerazione la “candidatura” più o meno spontanea dell’ex partner.

Certo, dare una risposta a questa domanda è del tutto personale, ma in questo articolo voglio darvi qualche spunto per aiutarvi a valutare se è il caso di riaprire il “discorso relazionale” con il vostro ex partner oppure no.
Due presupposti: 1) il vostro ex vi piaccia ancora e molto; 2) i sentimenti esistono ancora.
Se invece siete della scuola “le minestre riscaldate non vanno mai bene” a prescindere da qualsiasi considerazione, allora questi interrogativi non fanno per voi. Avete già la vostra risposta.


PRIMO ELEMENTO DA VALUTARE: IL TEMPO
Chiedetevi prima di tutto: quanto tempo è passato?
Ci sono persone che si ricongiungono molto tempo dopo la rottura.
Intendo, davvero molto tempo dopo. Ad esempio, lui era il fidanzatino del liceo e lo rincontrate a 30 anni. State certi che non è la stessa persona. Quanto meno qualcosa sarà pur cambiato: è fisiologico.
In questo caso, prendete in considerazione un dato fondamentale.
Il tempo (un certo tempo) include un percorso di vita. E la vita sorprende e modifica le persone…
Ok, forse alcuni tratti rimangono inalterati, ma siatene certi.
NON SIETE PIU’ GLI STESSI DEL LICEO. Fatevene una ragione.

SECONDO ELEMENTO DA VALUTARE: le cause della rottura
Chi ha lasciato chi?
Elemento fondamentale, perché nel caso siate stati lasciati, avete una responsabilità verso voi stessi. Chiedervi se la persona con cui volete riprendere il rapporto è davvero lei, o se continuate ad idealizzare quello che sarebbe potuto essere ma non è stato.
Se la causa della rottura poi è un tradimento e il tempo trascorso non è stato sufficiente a maturare positivamente l’esperienza, beh, in questo caso valutate davvero molto attentamente.
In un rapporto interrotto a causa di un tradimento saranno diverse le variabili da considerare.
In primis: stima e fiducia.
Tradotto: le fondamenta del rapporto.
Se il c.d. perdono non si è ben incastonato nel vostro pensiero e nel vostro cuore (o cervello emozionale) è
probabile che l’esito della prova n.2 sia lo stesso del precedente.

TERZO ELEMENTO DA VALUTARE: DOPO UNA ROTTURA NON SIETE PIU’ GLI STESSI
Probabilmente lo avrete già dedotto dal primo e secondo elemento, perché il tempo e il rapporto precedente alla rottura sono fonti di cambiamento, che ne siamo consapevoli o meno.
Le esperienze di rottura, soprattutto se subite piuttosto che volontariamente determinate, rappresentano una vera e propria modifica del pensiero, della percezione, del sentire.
In una parola: cambiano le persone dal profondo.
 Talvolta neanche loro si accorgono di essere cambiate.
Il pericolo è rappresentato proprio dalle vecchie dinamiche – così profondamente familiari -  e dall’idea che ciò che è stato possa essere cancellato.
Ma nulla va perso nella nostra mente inconscia, perciò ricordate: siete due persone diverse.
Sarà importante ri-presentarvi con il bagaglio di esperienze e di vita che nel frattempo avete vissuto.
(badate bene, non sto dicendo che sia necessario dire tutto ciò che avete fatto nel tempo di separazione.
 E’ sufficiente che siate consapevoli che c’è stato, è trascorso e che vi ha modificato la percezione).
In pratica, dovete RI-CONOSCERE il vostro futuro (non più vecchio) partner.

QUARTO ELEMENTO: SCEGLIETE DA SOLI
Ascoltate pure le esperienze degli amici, dei parenti, della cugina dell'amica del cognato, del vostro cane e del gatto della vostra vicina di casa al mare. 
Poi, però, ponetevi la domanda da soli.
Potete anche sperare di chiedere giustizia ad una moneta da lanciare per svelare il destino...
Saprete cosa vorrete nel momento stesso in cui, affidando a testa o croce un risultato, vi troverete a sperare che la moneta lanciata vi riveli ciò che profondamente sperate. Nel caso in cui ve ne rendiate conto, ripetete i passaggi 1, 2, 3 ed eliminate questo.

Come dire, le minestre riscaldate possono anche non andar bene, ma certi tipi di pasta al forno, riscaldati e insaporiti con spezie e una noce di burro, sanno fare la differenza e possono essere ancor più gustose. 

Il segreto è nell’onestà, nella verità e nella cura. 
E nella consapevolezza che volersi bene è un modo per volere bene. 
A questo punto, a voi la scelta.


lunedì 16 giugno 2014

QUANDO LA SCONFITTA DIVENTA DOPPIA VITTORIA. Di Daniela Marrocco Coach Bari

Si può vincere due volte da una sconfitta.
Certo non è semplice da digerire. 
Soprattutto se sei "a tanto così" dal raggiungere il tuo obiettivo, attraversare l'ostacolo. 
Eppure ..ci sono momenti nella vita in cui devi semplicemente arrenderti al fatto che la strada, la strategia o persino l'obiettivo, non ti appartengono. 
Lo pensavi, ne potevi essere convinto/a. 
Ma non ti appartengono.
Così, lasci dove hai messo il cuore nell'emozione della delusione le idee e il progetto. 
Quello che non ti appartiene. 
Davvero non ti appartiene.
Il punto, in certi progetti che non ti appartengono più è che hanno il dono di rimettere in discussione persino CHI SIAMO. 

Ci identifichiamo nei sogni, negli obiettivi, nei progetti. Ma dimentichiamo - talvolta - che loro amano vivere una vita propria.
Quando perdiamo, perdiamo un pezzettino di noi. Questo è certo. E nel tempo mi sono chiesta...come mai abbiamo tanta paura di LASCIARE ANDARE quel pezzettino che siamo stati?
Come mai ci attacchiamo come ventose su un particolare di ciò che siamo stati, di ciò che siamo abituati a pensare di essere?...Come mai è così difficile lasciar andare persino quel pezzettino di noi, con la FEDE che quando le cose, le situazioni, persino i pezzettini..terminano il loro ciclo...è tempo di lasciarle andare?

E' tempo di CAMBIARE. 
Ecco...quando un progetto si infrange, arriva subito la consapevolezza che è TEMPO. DI CAMBIARE. Certo sei stranito..sei diffidente...demoralizzato. E ti prendi il tempo. DI CAMBIARE. 
Perchè il cambio avviene da dentro. 
Chiede energia. 
E poi..ecco poi arriva. 
Ti inonda di nuovi SOGNI, di nuove prospettive.
NUOVE...COME TE.

Da.Ma. > il pezzettino di me
foto: Stefania Gentile