venerdì 11 gennaio 2013

Relazioni di coppia: come far durare una relazione. Parte 1 Daniela Marrocco Coach


Relazioni di coppia: come far durare una relazione. Parte 1
Daniela Marrocco | Love Coach

Ammettiamolo.
In questo momento far durare una relazione di coppia diventa sempre più complicato.
Mettiamo in atto una serie infinita di dinamiche che ci portano a pensare che amare qualcuno non sia infondo a scapito di noi stessi.
Ma dove finiamo noi e dove inizia l’altro? Qual è il limite che segnala il confine tra l’amore per noi stessi e quello per l’altro?
Non è inusuale notare che in passato, neanche troppo lontano – basta chiedere ai nonni – una relazione durava anche oltre i 50 anni. Pardon, un matrimonio. Perché c’era una promessa di mezzo. Perché c’era l’impegno a mantenerla.

Il punto è che oggi parole come ‘promessa’, ‘impegno’ suonano come catene alla nostra spiccata e meritevole individualità che brama per essere riconosciuta.
Così, nel tempo della relazione, dopo i primissimi – sempre più brevi – tempi di idillio e condivisione ha inizio il film della lotta alla definizione dei propri spazi e del “respiro” che manca ad uno od entrambi i partners, tanto più e meglio se condividono anche la stessa abitazione.

A questo punto, cari partner è fondamentale ricordare che avete due opzioni (in realtà anche più d’una, ma il dualismo è premiante quando si tratta di semplificare
Avere intenzione di recuperare il rapporto o mantenerlo in una migliore dimensione.
2      Interrompere la relazione e ognuno per la sua strada.
Per la seconda opzione a seconda del tipo di impegno (matrimoniale o meno che sia) il consiglio è di mettere in ordine emozioni e cose, prima di lasciarsi. Magari ricorrendo finanche a figure professionali di supporto: mediatori , consulenti familiari.

Se invece avete intenzione di mantenere la relazione e avere una seconda migliore chance di VITA DI COPPIA eccovi qualche buon consiglio.
Ricordate: ci si incontra e ci si sceglie la prima volta, ma si cambia.

In questo senso NORMA & PHILIP BARRETTA (trainer internazionali e terapeuti esperti nelle relazioni di coppia- coppia a loro volta nella vita da più di 50 anni)  parlano di più matrimonio in uno. Ogni matrimonio rappresenta uno stadio della relazione in cui entrambi rivalutano se stessi e il partner, per potere convalidare o eventualmente aggiornare/adattare/modificare i patti espressi e non di una relazione iniziata molto tempo prima.
Non si tratta di una messa in discussione con l’obiettivo di sciogliere voti o interrompere la relazione.

Piuttosto di una presa di coscienza del fatto che CAMBIAMO.
 La nostra mente, i nostri pensieri, il nostro atteggiamento, chi siamo.
Si modifica incessantemente.
Ed è importante darsi lo spazio per RI-CONOSCERSI nuovamente e comprendere se ci si SCEGLIE ANCORA, E ANCORA E ANCORA.  
continua...


COACHING IN PILLOLE | COACHING PILLS #1

"Non credere a tutto ciò che PENSI" - "Don't Belive everyThing you Think"
COACHING IN PILLOLE | COACHING PILLS #1

giovedì 10 gennaio 2013

CONQUISTE E RELAZIONI: SERVE IL TOM TOM (Relazioni di coppia e affini) di Daniela Marrocco Coach

CONQUISTE E RELAZIONI: SERVE IL TOM TOM (Relazioni di coppia e affini) 
di Daniela Marrocco Coach

Oggi mi ispiro ad un post letto su Facebook in merito ai trucchi e alle strategie meticolosamente suggerite per  potere conquistare un uomo o una donna.
Interessante comprendere come in alcuni assiomi proposti vi sia tutta la SUMMA e la SAGGEZZA POPOLARE che tra musica, detti e film si fa strada tra i nostri pensieri e si siede a troneggiare per darci indicazioni preziose per conquistare la nostra LEI o il nostro LUI.

Nella mia esperienza di coach e mediatore familiare - oltre che di persona, si intende  - ho appurato che questi TOM TOM delle RELAZIONI hanno lo stesso difetto delle cartine stradali. Poco affidabili se CAMBIA IL SENSO di marcia. O magari qualche strada si è CHIUSA. O ancora è stato annullato un incrocio a beneficio di un rondò, cancellando qui e lì svincoli o altro.

Bene, è interessante scoprire come tutto quello che leggete o che vi verrà raccontato in termini di STRATEGIE da adottare sarà vero finchè dura. 

Volete DAVVERO conquistare qualcuno?
Perchè mi viene spesso il dubbio, quando ricevo alcuni clienti in cerca di una stabilità di relazione, che il punto non sia proprio la CONQUISTA, piuttosto la PERMANENZA della PREDA.
Siamo d'accordo, non siamo in giungla nè tantomeno in una battuta di caccia, ma è proprio questo da considerare. Quando vogliamo conquistare qualcuno la strategia può essere importante. 
Si tratta di valutare CONTESTO, COMPORTAMENTI EFFICACI, RISULTATO DESIDERATO e OPERARE.
Facile, giusto?
Molti di voi si fermeranno e penseranno: ehi, ma così è semplicisitico. 
Avete PERFETTAMENTE RAGIONE. 
Perchè per la battuta di caccia vi mancano due cose. un'arma (metaforicamente parlando, ovvero un talento, una capacità particolare) ma soprattutto la CONOSCENZA di voi che interagite con tutto il resto.
A questo punto, abbondono volentieri la metafora 'conquistadora' per spostarmi su un paio di concetti fondamentali.
Fate un giro per quei manuali di relazione, o tra i film o ancora nei testi musicali. 
Ascoltate e leggete attentamente. E dopo esservi fermati un momento, pensate attentamente. 
Cosa è che li accomuna? Al di là della trama, cosa è che è veramente importante?
Che sia "Hitch", "La verità è che non gli piaci abbastanza", o ancora "Manuale d'Amore", o pubblicazioni come  "Lui viene da Marte e lei da Venere"...la questione si riduce ad un unico punto.

Non potrai MAI avere il RISULTATO CHE VUOI se non sai CHI SEI, se non ti VALORIZZI e soprattutto se ti vendi per chi NON SEI.

Uomini e donne comunicano certamente in modo diverso. 
Ma una cosa li accomuna. SONO PERSONE. SIAMO PERSONE.
Abbiamo pensieri, valori, bisogni che intendiamo seguire, proteggere, soddisfare. Nessuno di noi è diverso in questo. La vera differenza è il COME desideriamo COMUNICARLI e come vogliamo o intendiamo SEGUIRLI, PROTEGGERLI E SODDISFARLI.

Quando incontrate Lui o Lei, fateci caso: cosa fate veramente? 
Vi interessate VERAMENTE a chi sia, i suoi bisogni, i suoi valori, i suoi pensieri? 
Sapete veramente fermarvi a comprenderli e verificare se coincidono DAVVERO con i vostri? 
O siete rapiti dal pensiero romantico del "NOI" (per le signore) o dal pensiero pratico del "LA VITA è UNA SOLA, VIVIAMOLA COME VIENE" (per i signori) e compiacete fino a rinnegare parte di voi per uno, forse 2, facciamo anche 3 incontri?
Perchè - e tutti ne siamo consapevoli - dopo qualche incontro non si può più fare finta. 
Non si può più sposare la logica del compiacimento. 
Non siamo più al tavolo di uno SPEED DATE. Occorre mettersi in gioco VERAMENTE. 
E qui iniziano i dolori. I signori e le signore mettono in gioco in modo diverso quei bisogni e quei pensieri importanti sotto forma di ASPETTATIVE.
Volete che vi anticipi cosa accade? 
Beh, questo dipende molto da chi avete di fronte. Simile a voi, dissimile, molto diverso. 

A questo punto mi chiedo: vale la pena veramente affidare la propria scelta di partner al caso? 
E se il TOM TOM non avesse la voce di qualcun altro, ma fosse la nostra?
E se oltre al TOM TOM apprendessimo a conoscere meglio e a leggere la realtà, a fermarci per chiedere e ascoltare informazioni di servizio per comprendere in quale direzione stiamo andando per raggiungere il nostro posto?
E se oltre a tutto questo ci rendessimo SOPRATTUTTO CONTO che il punto è che siamo NOI A GUIDARE la nostra VITA e che forse, dico, forse...sarebbe il caso sapere che tipo di patente abbiamo e chi siamo noi veramente?
Perchè possiamo anche pensare di ottenere una conquista. 
Ma nel lungo periodo, nel mantenere un rapporto gli schemi saltano, le mappe si aggiornano, Google si impalla, e le persone, si le persone CAMBIANO.
E cambiamo anche noi. 
Forse, mi chiedo, non sarà più utile imparare a capire come guidare noi stessi a COMPRENDERE chi siamo?
Perchè se state pensando di sapere già chi siete, che non si cambia, che restiamo sempre gli stessi..ho solo una domanda da farvi? 
E' vero?

Nel mio prossimo post, qualche idea in più per riflettere su come possiamo iniziare e mantenere una relazione, partendo da noi.

Daniela
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martedì 8 gennaio 2013

OBIETTIVO SOPRAVVIVENZA! MA SOPRATTUTTO OBIETTIVI!. di Daniela Marrocco Coach (BARI)

OBIETTIVO SOPRAVVIVENZA!
MA SOPRATTUTTO OBIETTIVI.

Diciamolo pure.
In tempo di crisi diventiamo sordi. Sordi ad un paio di cose almeno.
Due parole. Fiducia! Opportunità!
Due semplici parole che decretano spesso il nostro umore, la nostra attitudine a fare, investire, credere.
Che siate persone o sistemi o famiglie o aziende, questo post parla di voi. Di noi. Di te.

Perchè, in tempo di crisi, la vera CRISI è NON SAPERE COSA CI ASPETTA e non avere prospettiva.

Ma diciamolo. Quando è che l'abbiamo veramente? Siamo così certi di avere CERTEZZE quando tutto scorre normalmente e non siamo in crisi?
Il fatto è che, come nelle relazioni, la crisi nasce piano.
Come quelle carie silenti negli interstizi dei molari, che attraversano piano lo smalto e lo mettono a dura prova. Fino a farsi sentire quando occorre solo una "riparazione", quando è possibile una riparazione.

Lungi da me trattenervi ora con un trattato di ortodonzia o di una meno interessante lezione sull'igiene dentale.

E' un altro l'INVITO che voglio farvi. 
L'IGIENE SENSORIALE E ATTITUDINALE.

Sapete, non c'è niente che ci faccia più paura che avere paura.
Ma spesso non ci rendiamo conto di quanto in effetti qualcosa possiamo ancora fare.
La paura fa parte di noi, atavicamente.
E' un'amica che conosciamo da bambini, e le nostre cellule anche prima.
Quando il mondo intorno si impegna nella campagna della sensisbilizzazione alla PAURA, ecco che rimaniamo a fare ciò che sappiamo fare: niente, scappare, contrattaccare.
E se ci fosse ancora una possibilità? Se ci fosse nel nostro cervello il modo per ricreare un ambiente in cui far rinascere e dare posto alle due parole: fiducia e opportunità?
E se non fossero solo parole, ma persino atteggiamento, in grado di farci venire mente una IDEA.
Quella sacrosanta IDEA che ci permette di raggiungere un nuovo OBIETTIVO.

Perchè di questo si tratta. Di sapere cosa vogliamo e dove e come lo vogliamo.
Quando il mondo si impegna per farci "paura", ci dimentichiamo una cosa importante: se sentiamo la paura siamo vivi. E se siamo vivi siamo ancora in grado di fare qualcosa. E se siamo vivi, e siamo ancora in grado di fare qualcosa, sappiamo anche come fare a trovare quel qualcosa.

Va bene, avete ragione, il sillogismo è semplicistico e non tutto è così semplice. 
E se invece fosse semplice?
Badate, SEMPLICE non vuol dire SENZA LAVORO. Perchè è questo il punto. 
E' necessario fare un LAVORO su di voi, noi.
Volete sperimentarlo subito?

PENSATE AD UN MOMENTO IN CUI ERAVATE FELICI, FELICI DAVVERO. 
Pensateci guardando soltanto e sentendo quel momento. Lasciate da parte le malinconie ora.
Concentrate la vostra attenzione su ciò che facevate in quel momento. VOI. 
BENE. So che siete in grado di farlo.
E magari vi siete già resi conto che qualcosa dentro è camabiato.
Magari, è cambiato anche il modo in cui siete seduti mentre leggete.

Ecco. Ora seguite questi passi semplici:
1) scrivete su un foglio la sensazione che avete sentito quando ricordavate un momento felice di voi;
2) pensate a qualcosa che volete e fate in modo di "aggiustare" l'immagine di ciò che volete in modo che la sensazione che ricevete dentro sia simile a quella provata nel ricordo sperimentato precedentemente. Aggiustate l'immagine come vi piace: colori, suoni, persone, luoghi. Come vi piace.
3) Osservate attentamente e valutate, scrivendo su un foglio: quanto di voi c'è in quell'immagine? Cosa potete fare voi per raggiungere quell'obiettivo? Cosa avete a disposizione e cosa vi servirebbe? - scrivete ogni cosa.
4) Immaginate di poterlo avere in quel momento e verificate che la sensazione non sia molto diversa da quella del bel ricordo di felicità.

Bene. A questo punto vi renderete conto di due cose.
Fiducia: comincia a circolare quando interrompete l'attenzione su ciò che non va e vi concentrate sulla REALTA'di ciò che avete a disposizione. Prima di tutto VOI STESSI.
Opportunità: la possibilità che vi siete dati di pensare che VOLETE ANCORA QUALCOSA, che DESIDERATE ANCORA DEGLI OBIETTIVI. Non importa quanto grandi essi siano.
Sapere di DESIDERARE e cominciare a pensare come avere ciò che desideriamo è il PRIMO PASSO per aprire la porta dell'opportunità.

Per il resto, potrete sperimentare la sopresa della vita, o il prossimo post.
O la prossima opportunità.
Non si sa mai cosa ci si aspetta, quando si aspetta.
Di certo non è mai come lo immaginiamo. Qualche volta, molto meglio.

Daniela.

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giovedì 15 novembre 2012

Daniela Marrocco Relatore a ORIENTAGIOVANI 2012

Daniela Marrocco, Life Coach, Relatore all'evento ORIENTAGIOVANI (BARI)


Venerdì, 16 novembre, ore 9:00, presso la sala Consiliare del Comune di Bari, Daniela Marrocco sarà tra le relatrici della XIX edizione di Orientagiovani, una manifestazione nazionale di grande impatto comunicativo organizzata da Confindustria BARI e BAT.
Lo scopo di tale iniziativa è di offrire ai ragazzi di terza media l’opportunità di conoscere più da vicino il mondo dell’impresa e del lavoro.

Di seguito il programma dell'evento con inizio alle ore 9.00:
Francesco Frezza, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Bari e Bat


Ruggiero Francavilla, Dirigente dell'Istituto Scolastico Regionale di Bari
Daniele Rutigliano, Fondatore della web agency Aproweb col tema "Strumenti web per lo studio"
Pasquale Adamo, Responsabile professional network Jobelite.it col tema "L'uso consapevole del web"
Daniela Marocco, Life Coach: Orientamento al talento
Milena De Marinis, Informagiovani Comune di Bari.

Vi aspettiamo per ORIENTARCI MEGLIO.

martedì 16 ottobre 2012

Lui&Lei, la Relazione e la Devozione. DanielaMarrocco Coach

LUI, LEI e la RELAZIONE e la DEVOZIONE.

 Partiamo subito da una considerazione etimologica.
La parola devozione proviene da di-voto, ovvero promessa fatta con voto.
Viene utilizzata per esprimere un atteggiamento di assoluta dedizione verso il soggetto del voto o della promessa.
Un po’ quello che accade con i voti nuziali..o il servizio sacerdotale, o l’ordine delle suore.
Di devozione oggi voglio scrivere e parlarvi ma in termini di relazione.

Tralascerò quell'atteggiamento di dedizione e appassionata attenzione che ognuno di noi conserva verso uno sport, un lavoro, una missione o un'idea, per concentrarmi sulla DEDIZIONE e le RELAZIONI DI COPPIA.
Più precisamente, nel mio lavoro in questi giorni, diversi interlocutori maschili mi hanno informata sulla mancanza di dedizione delle proprie compagne, o eventuali compagne.

Di qui, il mio interrogarmi su COSA VOGLIONO GLI UOMINI VERAMENTE?
Molte sono le coppie in crisi che denunciano un’autentica confusione e crisi dei RUOLI.
Ed ecco perché ho cominciato ad esplorare cosa vogliono i signori uomini ORA.

Se è vero che le signore hanno indossato pantaloni e hanno trovato l’emancipazione, i signori - almeno nel contesto affettivo - sono alla ricerca di donne con le gonne: da dominare?
Non propriamente.
Forse con la parola dominare i signori desiderano tornare al loro ruolo di UOMINI, ovvero di persone in grado di fare la differenza, di prendersi in carico una famiglia e di avere il “controllo della situazione”.
Insomma, di tornare ad essere utili come il sole..e avere una donna in grado di: apprezzarli, amarli, guardarli come se fossero l’8^ meraviglia sempre, insomma…principi azzurri-ma-non-troppo.

L’esigenza di essere UNICI può nascere da diverse fonti che non sono oggetto di approfondimento.
Posso solo rivelare che incontrando alcuni di loro – i signori in questione – molti hanno definito come ESSENZIALE la SENSAZIONE (badate signore, la sensazione) di SAPERE che sono unici per la loro compagna.

I ruoli dunque.
La devozione fa parte di quel gioco di affidabilità e fedeltà che un UOMO si aspetta dalla sua DONNA.
Una sorta di ritualità votiva, che risponde all’inconscio bisogno di sentirsi amati, di essere gli unici dispensatori della felicità nel rapporto fino a richiamare quella scintilla divina che è in ogni essere.

Interrogando sia uomini che donne durante il mio lavoro, riscontro tuttavia qualcosa di rivelatorio: la devozione non è solo etimologicamente femminile.
E’ femmina nei modi, nelle attese, nella metafora della Geisha.
Cultura, icone e religiosità fanno della devozione un ingrediente di scelta importante per ogni uomo, che sa sentirne l’odore a distanza.
E’ un istinto quasi primordiale quello dell’attesa devozione del maschio verso la femmina.
Animali inclusi.
Guai tuttavia ad aspettarsi come “naturale” la devozione da parte di un uomo, che più che istintuale si presenta come una SCELTA.

Forse per questo è ancora più preziosa.
Il rapporto tra uomo e donna è quanto di più alchemico e complesso possa esistere, che propone differenti elementi di contatto.
Ascoltando entrambe le voci, appare lamapante che entrambi i generi conservano in sé la VOGLIA di SENTIRSI UNICI, di sentirsi AMATI per come si è, di essere INSOSTITUIBILI.
Essere in grado di far SENTIRE all’altro la DEVOZIONE diventa un anello piuttosto difficile da sciogliere.
Spesso le amanti, ree di promiscuità, non vengono scelte per questa mancanza.

Facciamo un piccolo sommario di quelli che sono gli elementi (secondo lui & lei) che consentono un rapporto sereno e capace di resistere alle tempeste:
-         affetto radicato e profondo, noto con il nome di AMORE;
-         stima reciproca;
-         rispetto della individualità e degli spazi di libertà concordati;
-         devozione/fedeltà;
-         capacità di comunicare;
-         flessibilità.

E aggiungo estrema consapevolezza che le persone cambiano nel tempo e occorre di tanto in tanto riaggiornare quella idea dell’altro cui siamo tanto affezionati.
Per scoprire che ci si conosce ogni giorno.
La conoscenza presunta dell’altro, infatti, è spesso il motivo principe di rotture inaspettate: quelle che si presentano con la nota frase “Non ti riconosco più”.
Per l’appunto!
Ma questa è un’altra parte del mondo dei rapporti tra LUI&LEI.

giovedì 4 ottobre 2012

Coach in bianco e nero. Pura celluloide di saggezza.


Coach in celluloide. La saggezza di essere PERSONE.

Il cinema. La celluloide. I protagonisti. Le STAR.
Sembra spesso che queste persone possano perdere il contatto con la realtà, assorbite dalla celluloide.
Ma forse, quella celluloide, quella colla emozionale che filtrava i loro volti impegnati nell'interpretazioni, riusciva a trasferire quel carisma interno di ciascuno di loro.
Uno tra questi personaggi, autore di se stesso, fu Charlie Chaplin.
Pochissime parole, Icona del film muto o volto di un Dittatore (Hitler) giocosamente deriso per intingere nel bianco e nero un colore (il rosso) di una realtà cruda.
Tra loro, le STAR, ci sono insegnanti che nel bianco e nero hanno trovato la SOMMA dei COLORI, consapevoli dell'OMBRA e della LUCE.
E in quella SOMMA di colori hanno rivelato il PRODOTTO di una ESPERIENZA.
Aritmetica aritmia di esperienze di vita, che ha portato lui Charlie Chaplin a scrivere quanto segue: una SUMMA di indicazioni per ESSERE prima che APPARIRE; VIVERE anzichè INTEPRETARE; PERDONARE al posto del GIUDICARE.
E questo è stato il risultato. 
Per voi, una FORMULA da LEGGERE per cominciare ad AMARSI.
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Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama:
AUTENTICITA’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine  a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO è LA VITA!


Charlie Chaplin scrive la poesia che segue per il suo settantesimo compleanno. 
Una poesia che dovremmo leggere ogni mattina...come un mantra...come una meditazione...come una preghiera

Un modo per essere ascoltati.

venerdì 31 agosto 2012

n.32 del settimanale DI TUTTO del 10/08/2012: un onore esserci

n. 32 del Settimanale DI TUTTO del 10/08/2012.
Un onore esserci.

Non avrei potuto pensare ad un titolo più calzante per le intenzioni che perseguo nel mio lavoro di Coaching.
"Aiutare le persone ad amare è la mia mission".
Perchè quell'AMARE è innanzi tutto partire da se stessi.
Per questo articolo desidero ringraziare la mia amica e scrittrice Giusi Dangelico, che con tanto ardore e passione mi ha intervistata facendo emergere il racconto delle mie emozioni.
A voi una breve lettura, per sapere quanto una storia personale possa portare alla foce dei Sogni.
Daniela Marrocco -Coach.

giovedì 30 agosto 2012

La linea retta non è sempre la via migliore: i fiumi insegnano. (Daniela Marrocco Coach)

La linea retta non è sempre la via migliore: i fiumi insegnano. 

La linea retta è la distanza più breve per raggiungere un obiettivo.
La geometria insegna e diventa un'ispirazione per la vita stessa.

Perchè fare percorsi tortuosi per raggiungere qualcosa che desideriamo ardentemente, che sappiamo di volere, per un obiettivo che vogliamo ottenere.
Eppure le nostre scelte si contaminano spesso di colorazioni e sfumature differenti, regalando ombre ad una semplice regolarità razionale. Per andare da un punto ad un altro, tracciare una linea retta.

Eppure, ascoltando storie di vita quotidiana di ciascuno di noi, anche di coloro che del successo sono intrisi, si scopre che sono stati TUTTI VITTIME di INCIDENTI DI PERCORSO. Sono quelle CURVE, quegli ERRORI di percorso ad averli portati in un PORTO (perdonate il gioco di parole) da cui è salpata la nave del destino. 

Forse non è sempre e ogni giorno così.

Ma il dato è che basta guardare i fiumi per comprendere quanto sia scientifico il nostro procedere tortuoso, sinuoso, elaborato, curvato. Una chicane dietro l'altra ci entusiasmiamo come in un circuito di alta velocità. 
Sta a noi tenere l'equilibrio. E in alcuni casi, ci ritroviamo a scrutare, in quelle curve, lembi di terra di vita nuovi, sapori e panorami di esperienza che giocano un ruolo determinante nelle nostre scelte. 
Perchè andare dritto al punto è cosa buona e giusta...Ed è pur vero, che mentre ti muovi su quella linea di letto di fiume che è la vita, e la guardi dall'alto, te ne accorgi: spigoli, fermate, curve, desertificazioni, rigogliose scoperte e infine mete. 
Giù fino al mare, a fondersi con il nostro destino, che è il mare dei fiumi.

Una bella metafora di Baricco in City spiega quanto NATURALE sia lo scientifico incedere di un fiume che si avvia verso il mare seguendo una strada tutt'altro che retta. 
Perchè la rettitudine è solo una parte della geometria composta di questo universo, che si compone di altre forme.


[...] anche se mi sforzo, mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, se proprio voglio trovare qualcosa che mi faccia digerire tutta questa faccenda, finisco per pensare ai fiumi, e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava ’sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metta tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, devi ammettere che c’è qualcosa di assurdo, ed è esattamente quello che pensarono anche loro, c’è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si son messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c’è da non crederci, è che qualsiasi fiume, proprio qualsiasi fiume, prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse dritto, sbalorditivo se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, e non questo fiume o quello, ma tutti i fiumi, come se fosse una cosa obbligatoria, una specie di regola uguale per tutti, che è una cosa da non credere, veramente, pazzesca, ma è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto, tanto che tutti, e dico tutti, alla fine, navigano per una strada tre volte più lunga del necessario, anzi per essere esatti, tre volte virgola quattordici, giuro, il famoso pi greco, non ci volevo credere, in effetti, ma pare che sia proprio così, devi prendere la loro distanza dal mare, moltiplicarla per pi greco e hai la lunghezza della strada che effettivamente fanno, il che, ho pensato, è una gran figata, perché, ho pensato, c’è una regola per loro vuoi che non ci sia per noi, voglio dire, il meno che ti puoi aspettare è che anche per noi sia più o meno lo stesso, e che tutto questo sbandare da una parte e dall’altra, come se fossimo matti, o peggio smarriti, in realtà è il nostro modo di andare diritti, modo scientificamente esatto, e per così dire già preordinato, benché indubbiamente simile a una sequenza disordinata di errori, o ripensamenti, ma solo in apparenza perché in realtà è semplicemente il nostro modo di andare dove dobbiamo andare, il modo che è specificatamente nostro, la nostra natura, per così dire, cosa volevo dire?, quella storia dei fiumi, si, è una storia che se ci pensi è rassicurante, tanto che ho deciso di crederci [...]
Da “City” di Alessandro Baricco, editore Rizzoli

lunedì 30 aprile 2012

Il VIAGGIO dell'EROE. Con Robert Dilts verso la "CHIAMATA" (Daniela Marrocco & Robert Dilts)

Il VIAGGIO dell'EROE. Con Robert Dilts verso la "CHIAMATA" (Daniela Marrocco & Robert Dilts)

Il VIAGGIO dell'EROE.
Un mese fa avevo già scritto degli EROI, di coloro che vanno oltre le proprie SFIDE, il DOLORE, la sofferenza, le situazioni difficili.
In questi ultimi 3 giorni, di questo caldo weekend di Aprile, ho avuto l'onore e il piacere di condividere un WORKSHOP davvero indimenticabile. Il protagonista è ROBERT DILTS.
Da Coach potrei raccontare tanto di tutto, ma inizierò dalla fine, dal suo sguardo intenso e penetrante, tanto da tirar fuori l'anima che spesso si sta buona nel nostro corpo in attesa di un fulmine che la riscaldi.
E' quasi insostenibile tanta profondità di sguardo, e ti fa pensare quanto siamo VULNERABILI di fronte alla pienezza d'anima e di cuore.

Robert Dilts. Trainer e co-autore della Programmazione Neuro Linguistica, allievo di Milton Erickson è stato con quasi 300 persone in aula a condividere il VIAGGIO dell'EROE.
E realmente siamo tutti EROI. 
Volete sapere come?
Partiamo da qui: ognuno di noi è un EROE. 
La prima cosa da fare è TROVARE quella cosa che non solo ci rende FELICI ma ci fa sentire VIVI.
INSIEME.
E' capitato a tutti di fare scelte che ci hanno allontanato dalla felicità e dalla vitalità, ma in qualche modo la vita ci riporta verso SFIDE che ci ri-disegnano la strada. Come una CHIAMATA, un SENSO del vivere profondo e vero.
Ed ecco che il VIAGGIO inizia.
1) E' importante riconoscere la CHIAMATA. E' qualcosa di forte, profondo che ci spinge in una direzione, che ci fa vibrare..La domanda semplice ed evocativa: "Cosa siamo CHIAMATI a fare qui".
2) Impegno. Ogni viaggio, per quanto piacevole lo richiede. Nessuna paura del percorso, ma piena apertura della mente, del potere.Muoversi nella consapevolezza di essere degni e unici per questo viaggio, è importante.
3) LE SOGLIE. Nel viaggio l'EROE incontra SEMPRE delle SFIDE. Sono giri di boa fondamentali per l'evoluzione, per la crescita dell'EROE. La SFIDA presente nel viaggio rappresenta la sfida verso i nuovi desideri, i nuovi obiettivi, l'andare oltre anche se può essere rischioso. Perchè il rischio è parte del viaggio.
4) I GUARDIANI. Durante il viaggio, ci saranno semper persone in grado di supportarci, in un modo o in un altro. Sponsor speciali, in grado di mostrarci differenti lati della visione, del viaggio, in grado di arricchirci. Cambieranno volto spesso. Alcuni resteranno per molto tempo..altri andranno via appena terminato il loro "lavoro". Altri si trasformeranno in critici spietati che dovremo lasciare andare. Il VIAGGIO va compiuto dall'EROE ma non necessariamente da SOLO.
5) TROVA e AFFRONTA i tuoi DEMONI, le tue PAURE. La paura è uno dei demoni interni (ed esterni) che possono far cambiare rotta al viaggio. Ed ecco che è importante ACCOGLIERE, sostenere la paura, sentire la paura per IMPARARE il suo MESSAGGIO e trasformarla in un compagno. La paura ha sempre un'intenzione positiva. Possiamo scoprirla e utilizzarla, in piena filosofia AIKIDO.
6) TORNA A CASA CANTANDO COME UN EROE. Qualche tempo fa in un film ho letto questa frase: VIVI SEGUENDO I TUOI IDEALI, è questo che ti riporta A CASA. Come un'eroe. Ecco, seguire la propria chiamata e SENTIRE i propri IDEALI ci riporta a CASA. In quel luogo in cui siamo VISTI, RICONOSCIUTI, ONORATI, ACCOLTI. 

E mentre leggete queste righe, cominciate a chiedervi: cosa sono chiamato o chiamata a fare...
E vi sorprenderete che ..ad un certo punto..come le nubi lasciano spazio al cielo stellato di San Lorenzo, con stelle malandrine che si propongono di trasportare i vostri desideri, arriverà in tuffo nel vostro cuore la voce che ATTRAVERSO VOI realizzerà il vostro senso di essere qui, ora.
Ma Robert Dilts..è stato molto di più di questo. Perciò a breve..nuovi articoli per nuovi EROI: VOI!