lunedì 24 aprile 2017

LA VITA FA SCHIFO, SE...NON SAI COME ESSERE RESILIENTE di DANIELA MARROCCO COACH BARI

LA VITA FA SCHIFO, SE...NON SAI COME ESSERE RESILIENTE
La vita ha sempre un suo modo più o meno carino di insegnare.
Lo hai sentito un miliardo e mezzo di volte.
Te lo sei digerito nei libri.
Te lo sei ripetuto in testa come una nenia.
Ti sei riletto alla nausea le frasi che il tuo coach (eh già) ti ha ripetuto...
Hai provato a convincerti.
Sei stato attento a fare tutto quello che di positive thinking c'era da fare.
MA - e che pizza sto MA - quando ti è ricapitata un'altra rottura di scatole, una cosa che NON avevi previsto e non di quelle belle, l'ennesima fregatura, delusione, trauma, o altro che sia anche lontanamente assimilabile, hai preso tutte quelle belle PAROLE e le hai destinate per DIRETTISSIMA nel tuo dignitosissimo WC.
E si, perchè è questo quello che accade quando si parla di parole.
E poi vedi gli altri, quelli a cui SEMBRA (perchè credimi sembra) che vada tutto bene. 
Che si rialzano dopo 5 secondi manco fossero immortali.

Nemmeno un supereroe riesce in poco tempo a riprendersi.
E inizia la gara dei dolori.
Infondo sono soggettivi, i dolori. Più dei piaceri.


Pensi: IO NON CE LA FARO' MAI A RIPRENDERMI.
NON SONO COME LORO. FORSE LORO NON SONO COME ME.
Eppure, sappi che TU come loro, come gli altri, quelli che definisci fortunati, SANNO FARE una cosa che forse tu ti sei dimenticato o semplicemente, pensando alle PAROLE, non hai più allenato.
Si chiama RESILIENZA.
La resilienza però NON è SOLO una PAROLA.
Resilienza è soprattutto una CAPACITA'.

Un insieme di capacità, spesso innate.
Spesso. Anzi sempre.
E puoi ri-allenarla di nuovo. 
Farla RINASCERE COME UNA FENICE DALLE CENERI.

Perchè anche tu di fronte a quei momenti difficili, tremendi, bui, da tunnel che si arreda, da vita che fa schifo, da chi me la fatto fare....in quei momenti lì NON L'HAI SENTITA, ma c'era.
URLAVA, ma tu sordo e attento a sentire l'altro dolore.
Forse...Cosa hai fatto in quei momenti?
Come hai reagito?
E se in qualche modo avessero avuto qualcosa
di buono da insegnare?
Si lo so, difficile anche rispondere.

Ma se vuoi rispondere con me e i miei compagni di viaggio, saremo presenti il prossimo 
04 MAGGIO alle ore 18.30 a Poggiofranco (Bari) 
presso la sede REMAX Stella Polare, 
per condividere e operare insieme sulla più INNATA E IMPORTANTE CAPACITA' UMANA: 
LA RESILIENZA.
Perchè il meglio deve ancora venire.
TI ASPETTO.

L'incontro è gratuito, ma è necessario prenotarsi. telefono: 0805027891

venerdì 17 marzo 2017

LIFE COACHING: NON SEMPRE C'E' UNA LEZIONE DA IMPARARE. Di Daniela Marrocco Coach Bari

[NON SEMPRE C'E' UNA LEZIONE DA IMPARARE]

Lo so. 
Ti vedo da qui con quella faccia da #Arnold (se hai la mia età te lo ricordi) che dice: "che cavolo stai dicendo Willis?
Quoque tu Coach?
Si proprio io, Coach.
Lo hai appreso, sentito, letto, masticato, ingoiato, digerito, ascoltato, ruminato, sputacchiato e ripreso un miliardo di volte questo concetto. In salse di tutti i tipi. Trito e ritrito: ogni esperienza è una lezione da cui imparare.

E che ne dici di questa citazione: quando perdi, non perdere la lezione.
Te le ricordi vero?
Una ad una.
Citazioni che hanno rivalutato la tua idea di sfiga, esperienza negativa, avventure sbagliate, situazioni del cavolo e un miliardo di altre occasioni in cui hai dovuto convertire nella tua mente il pensiero che il mondo ce l’avesse con te in: sicuramente il KARMA, fratello, il DESTINO, suo fratello, l’UNIVERSO, loro genitore e la VITA loro madre hanno voluto metterti alla prova per INSEGNARTI qualcosa che vale la pena (si si proprio la PENA) IMPARARE.

Ti immagino che stai leggendo e stai per pensare: 
“Coach, ma stai scherzando? Stai per dirmi che tutto quello che finora mi hai passato, scritto, diligentemente invitato a prendere in considerazione è sbagliato?
Mi stai dicendo che ORA non è più così e che probabilmente la sensazione di sfiga e di totale improprio modo della vita di accanirsi su di me non sono frutto della mia deliranza (ti sei ispirato ad Alice eh?) ma sono vere?

No, no. Su questo voglio tranquillizzarti.
C’è SEMPRE una lezione da IMPARARE, NELLE ESPERIENZZE.

Ti CHIEDERAI ANCORA: E ALLORA IL TITOLO?
Eccoci al punto.
Ci pensavo oggi.

I coach sono una razza strana, sai. Si fanno un sacco di domande e si danno un sacco di spiegazioni tra di loro.
Qualche volta finiamo per voler trovare DOMANDE e RISPOSTE che in qualche modo arriveranno in ogni dove, luogo, laghi…
E si.
E’ una sorta di LOOP mentale in cui anche i coach OGNI TANTO cadono.
Comunque, ti dicevo, ci pensavo oggi.

E’ davvero così? E’ sempre vero che in OGNI SITUAZIONE SI NASCONDE UNA LEZIONE?
Perché se così è siamo messi male.

Insomma, facci caso: per imparare tutto costantemente dovresti essere attento, ogni momento, ad ogni cosa, lasciando che ogni esperienza sia un insegnamento, ogni persona un maestro, ogni occasione un momento di scuola e ogni opportunità un inizio nuovo per apprendere cose innovative e far vivere il cambiamento.

Certo, tutto vero. Lo è sempre.
O meglio, QUASI SEMPRE.

Perché qualche volta può anche accadere che quello che ti sta capitando NON sia incastonabile in quel fantastico ginepraio di esperienze tutorial che ti sono apparse nella vita per insegnarti qualcosa.
O meglio: forse lo sono, ma a te PROPRIO NON SERVONO.

Questo mi è balenato oggi come una secchiata di acqua in viso in una torrida giornata di luglio.
Piacevole quanto inaspettata.
Ci sono esperienze che vivi e che ti procuri abilmente che 
NON HANNO PROPRIO UN BEL NIENTE DA INSEGNARE. Non c’è niente da imparare.

Solo che sono quelle che hanno delle caratteristiche precise.
Vuoi conoscerle? Eccole qui: 

1)      Sono di solito piene di emozioni buone, di pace e di serenità…con la mente vuota e il cuore che respira; 
2)      Se non sono piene di emozioni buone, ma hanno offerto un pizzico di delusione, probabilmente è perché nell’esperienza hai dato davvero il meglio di te e semplicemente NON è ANDATA.
3)      Sono piuttosto imbalsamate e ripetitive nel tempo, ma hanno quella neutralità che ti offre la possibilità di stare con te stesso, in una stanza dove domande e risposte non ci sono. 
C’è solo quel vuoto che regala spazio dove decidere come sistemare, mettere ordine o semplicemente lasciar andare ciò che è accaduto.

Il punto 2 però è il più importante. 
In questo turbinio di “Occidentali’s Karma” in cui anche qualcheduno di noi coach ogni tanto si imbastisce, talvolta occorre ricordare solo questo:

Non c’è sempre una LEZIONE da imparare.
Non c’è sempre un’esperienza che abbia necessariamente un senso.
Non c’è sempre un senso che un giorno arriverà.

SEMPLICEMENTE, qualche volta, LE ESPERIENZE sono solo quello: frame di vita che compongono un film lungo e complesso. Un' interlinea, un intermezzo musicale 
che NON vuol dire niente, se non che è stato.
Un momento della tua vita in cui lasciar stare mente, senso, coraggio, azione, obiettivi, emozione. 
Tutto a casaccio e senza una logica universale che vuole per forza insegnare.

C’è solo l’esperienza. Che ha voluto prendersi un giro. Nella tua vita.
Semplicemente per ricordarti che lei è quello: vita.

Non sempre sensata, non sempre saggia, non sempre insegnante, non sempre da apprendere, non sempre da decidere, non sempre da capire, non sempre da cambiare. SICURAMENTE SEMPRE DA VIVERE.

#vitadavivere #learn #lessons #coach #coaching

giovedì 23 febbraio 2017

LOVE COACHING: SE NON FOSSE UN PER SEMPRE. Di Daniela Marrocco Coach Bari

Sta passando San Valentino.
I social - e non solo - sono un tripudio di dichiarazioni, foto, cuori, elaborazioni diverse di un unico tema: l'amore!
Ehhhh, c'è chi dissacra... forse proprio tu che stai leggendo mi ora. E c'è chi ci crede così tanto che dei dissacratori se ne frega (o forse sei tu).
Ma che tu sia l'uno o l'altro comunque la regione di tutto resta la stessa: amore.
Che ti frega! Più o meno sempre con quella strana forma di energia che ti fa sentire un #supereroe in grado di cambiare la vita a chi ami e cambiartela.
L'amore, anzi meglio, l'AMARE all'infinito ha quello strano potere di regalarti centesimi di consapevole onnipotenza e senso della divinità.
Che nemmeno Dio se ci pensi può avere gioco sulla tua volontà di amare o quella di "far amare".
E allora mi viene in mente che tu, si anche tu dissacratore o meno, una sacrosanta volta nella vita ce lo hai messo quel pensiero (o parola) che Amare volesse dire PER SEMPRE.
E vorrei vedere se al tuo anulare sinistro si avvinghia una fede con data e nome della tua SCELTA!
Ogni tanto però scivola via quella incrollabile fede ... del #persempre.
Ti sfugge, ti si blocca, si inceppa o scivola via. Come le relazioni. Come il tempo. Come le stagioni.
Perché io francamente a quel per sempre preferisco non credere.
Di essere bello è bello, eh! Sembra tanto il richiamo del sogno di bambina o della conquista di bambino: e vissero per sempre felici e contenti.
L'hai imparato come tutto proprio da lì probabilmente... perché PER SEMPRE non esiste.
E prima che tu pensi che mi sono rincitrullita e ho dato vita al più patetico post di San Valentino non degno di un coach leggi bene quello che segue.
PER SEMPRE non esiste nulla in natura perché marcirebbe.
PER SEMPRE significa che resti tu e resta l'altro simile a se stesso per il resto dei giorni di #highlander, che - ammesso che non volesse invecchiare - voleva evolvere.
PER SEMPRE non significa difatti niente perché non esiste un tempo che si chiami SEMPRE... visto che PASSATO, PRESENTE E FUTURO badano bene a tenerlo sospeso.
PER SEMPRE non c'è nemmeno nelle cose eterne ... perché li il tempo nemmeno esiste.
Allora io preferisco quell'AMARE che significa Ora, PRESENZA momento per momento.
Non chiedo il PER SEMPRE che è alla fine della favola ... perché la fine della favola tienila pure per i libri.
A te spero piaccia continuare l'epica della tua storia che si evolve...
PER SEMPRE lo lascio scritto alla poesia - che è un po' come la musica, evocativa e passionale.
Preferisco quegli ADESSO conditi da profondo IMPEGNO e VOGLIA DI CONDIVIDERE ... che continuano ad abbracciarsi nonostante il tempo ... che scorre.
Per sempre... lo lascio ai fan degli immobili, quelle persone che cristallizzerebbero meglio di Elsa (di Frozen... mia nipote mi ha contagiata lo ammetto) tutto ciò che di bello vivono per paura che non si ripeta.
E diventa tutto ghiaccio.
Preferisco quel MOMENTO PER MOMENTO che non vuol dire precarietà. vuol dire lotta, forza, condivisione e complicità perché duri nel tempo vero... quell'AMARE che non vuole un contratto a tempo indeterminato, e non perché lo stato non garantisca ... ma perché lo stato lo fai tu con lui o lei.
Le regole le fate in quello spazio di vita che è INSIEME.
INSIEME non è per SEMPRE.
INSIEME è nel momento di ieri, di oggi è Di domani... deciso INSIEME.

LIFE COACHING. IL VALORE O IL PREZZO?. Di Daniela Marrocco Coach Bari

Non sto parlando di marketing. O forse in qualche modo si. Come sai però questa pagina è dedicata al LIFE e LOVE coaching per lo più. In generale alle riflessioni che hanno a che fare con il contorno più importante della nostra vita: LE RELAZIONI con coloro che SONO IMPORTANTI PER NOI.
Perciò, probabilmente sto parlando di tutto il tempo che trascorri con gli occhi aperti.
E' stata una giornata particolare oggi. Veramente, sono giornate particolari da qualche giorno...e mi hanno fatto riflettere su una cosa: PREZZO O VALORE? Mi spiego meglio. Spesso e volentieri il prezzo delle cose (materiali) o delle esperienze che vivi NON è necessariamente la stessa cosa del loro VALORE. Faccio un esempio spicciolo così ci intendiamo meglio. Quando compro un oggetto di marca - ad esempio un paio di scarpe di PRADA- non sto facendo granchè attenzione al suo COSTO (o meglio, certamente faccio attenzione per via del portafogli) ma ciò che più attira la mia attenzione è il suo VALORE, o meglio ancora, QUEL VALORE CHE ASSUMERA' PER ME INDOSSARE QUELLE MERAVIGLIOSE SCARPE.
Ed è vero anche il contrario. Che talvolta, acquistiamo cose dal costo irrisorio che assumono un VALORE immenso. Al mio dito c'è un anello di argento, comprato circa 24 anni fa in quel di Tenerife, in uno dei miei amati viaggi. Ricordo perfettamente quel momento. Un anello che ha significato tanto per me, perchè l'ho eletto il mio ANELLO DI PROTEZIONE. Non è che abbia particolari o dettagli di pregio. E' semplice, leggermente intarsiato, ma nulla di che, in effetti. Pagato circa 12 euro di oggi. Nemmeno tanto. Eppure quell'anello è tanto per me. Ogni tanto lo dimentico sul lavandino a casa e scopro che non averlo mi fa sentire NUDA. Assurdo vero? Mi vesto di un ANELLO.
Eppure...beh..questa cosa mi ha ricordato quante cose di TE STESSO hanno un PREZZO ELEVATO, ma PROBABILMENTE HANNO SMESSO DI AVERE UN VALORE.
E nemmeno te ne sei accorto.
Tra queste spesso ci sono quelle relazioni che ci lasciamo vivere o strascicare SOLO PERCHE' va così. O ancora, quelle abitudini mentali o di vita che TI TRANGUGI come un intruglio necessario, ma che di fatto NON REGALANO VALORE ALLA TUA VITA... E mi è venuto in mente che tutti questi "anelli" che ti porti dietro, finiscono addirittura per FARTI DIMENTICARE IL TUO VERO VALORE.

Allora mi sono ricordata di una storia: la storia di un artista che per
scoprire se VERAMENTE aveva talento, si recò da un maestro in TIBET (c'è sempre un maestro nella storia di noi coach).

Lui era un artista bravo, ma finiva per lo più per vendere i suoi quadri ai parenti, che invece di pagarli il richiesto, chiedevano sconti - che fai chiedi al parente di pagare prezzo pieno. In questa asta continua dei prezzi, i suoi quadri finivano per non decollare mai.
Così mise in discussione talmente tanto il suo talento da volerlo provare chiedendolo al MAESTRO del TIBET, che tanto spesso aveva regalato fama a coloro che lo avevano interpellato.
Si mise in viaggio, contro il parere dei parenti, ovviamente. E andò in cerca del tempio dove il maestro esercitava la sua arte pittorica, tra meditazioni e cultura.
Quando arrivò il maestro lo accolse. Si fermò con lui e ascoltò la sua richiesta di fronte ad un'ottima tazza di tè. Il ragazzo aveva molta pena e paura nel cuore. Aveva perso la bussola del suo valore e del suo talento e non sapeva davvero come fare per riconoscerlo.
O forse, aveva sempre pensato di averne e si era profondamente sbagliato.
Di fronte a tanta confusione, il MAESTRO si alzò, e con calma serafica e movimenti lenti, si recò vicino ad un piccolo scrigno di legno semplice. Uno di quelli che possono conservare il tè per intenderci. Poi, tornò dal ragazzo e gli disse: "Vedi questo anello? - era ciò che aveva preso dal piccolo scrigno - Ti chiedo di attraversare 3 cittadine che ti indicherò nelle prossime 3 settimane. Avrai un compito: piazzare ai mercanti di quelle cittadine in occasione della loro fiera di paese questo anello. Ma attenzione: non potrai tornare da me CON MENO di 100.000 monete d'oro. Ti è chiaro il compito?"
Il ragazzo frastornato e incredulo annuì: non capiva come mai il maestro gli chiedesse una tal cosa.
Poi il maestro aggiunse: "fai questo e quando tornerai ti darò la risposta che attendi."
Il giovane era troppo preso dal suo interrogativo per rifiutare o contestare il maestro, così si fidò e inizio il suo itinerario, proprio come spiegato nei dettagli dal Maestro.

Arrivò alla prima Fiera e subito cercò i mercanti i gioielli per una prima valutazione. Ne girò uno dopo l'altro per essere certo, ma l'offerta più alta che ricevette fu peggio di un pugno in piena faccia, tra le risate dei mercanti...che potrei riassumere così: ragazzo, ma vuoi prenderci in giro? Questo anello bene che ti vada vale al massimo 100 denari. Sei fortunato se arrivi a 150. Questo è il massimo che possiamo offrirti.

Il ragazzo era sconvolto. 1000 VOLTE in meno la sua richiesta. Con il cuore tronfio di delusione lasciò il primo paese e si recò nel secondo. Tuttavia, anche i mercanti della fiera di questo nuovo luogo non lo consolarono. Tuttavia salirono di valutazione, offrendo fino a 500 denari. Naturalmente il giovane desistì nella vendita e si recò con molta amarezza nel terzo villaggio. Qui incontrò un uomo che sembrava davvero interessato al suo anello. Lo aveva analizzato meglio. Analizzato le pietre, il peso, la lega...o quello che pareva una lega. Lo aveva addirittura pulito. E al termine della sua valutazione offrì al giovane ben 5000 denari. Il ragazzo ne fu colpito anche per la gentilezza, ma dovette desistere e tornare SCONFITTO e privo di un barlume di speranza nel tempio del maestro.

Quando giunse, il maestro lo accolse calorosamente e con calma e serenità. Gli chiese se avesse necessità di riposare e di rifocillarsi. Ma il giovane, scoppiò in lacrime di profondo sconforto e delusione, chiedendo perdono al maestro per NON aver saputo portare a termine la sua missione. Aggiunse che questa era veramente la dimostrazione del suo finto talento. Ed era pronto a togliere il disturbo. Restituì l'anello al maestro, il quale lo prese e gli disse con tenerezza e fermezza inconsuete:
"Ragazzo, non avresti MAI potuto vendere questo anello per il VALORE che veramente ha. Perchè il suo VALORE è inestimabile. L'unico uomo in grado di poterlo valutare è il gran tesoriere dell'Imperatore, che ne conosce le leghe e le peculiarità.  Di questo anello esistono infinite copie, ma solo chi conosce da vicino i tesori dell'Impero può riconoscerlo. Vedi, spesso affidiamo la valutazione di ciò che più di prezioso abbiamo a persone che NON SONO AFFATTO IN GRADO di poterle VALUTARE, COMPRENDERE o persino VEDERE.
E finiamo per dubitare del nostro valore. Se vuoi conoscere il tuo VALORE devi rivolgerti a coloro che sanno riconoscerlo, e dubitarne comunque. PERCHE' l'unico che può riconoscere il tuo VALORE sei tu. Il tuo talento ne è espressione e se vuoi migliorarlo e proporti in modo da farlo riconoscere dovrai prima di tutto SELEZIONARE chi può VEDERLO."

Il ragazzo sorrise: comprese. Accolse. E restò con il maestro un anno. Per apprendere 2 nuove cose. L'arte di migliorare il suo talento pittorico e quello per riconoscere chi poteva vederlo veramente.

E tu...nelle mani e negli occhi di chi hai lasciato il tuo VALORE? E a che prezzo?

#coach #coaching #lifecoaching

domenica 5 febbraio 2017

Life Coaching. IL TEMPO SEI TU. (dopo Collateral Beauty) di Daniela Marrocco Coach

Mi sono sentita particolarmente ispirata da questo film: Collateral Beauty. 
Ammetto che non è che sia proprio "speciale" da un punto di vista cinematografico. 
Se ti fermi a guardarlo con occhi da cinefilo forse non è nemmeno così eclatante.
Trama drammatica, buona recitazione, cast interessante.
Eppure tra le righe conserva diverse instillazioni di vita, questo film che della vita narra 3 elementi. 

Iniziando dalla più ineluttabile: la morte. Continuando con il tempo e finendo con l'amore.
Vado per gradi però.
Perchè quel tempo mi ha stregata.
Non solo me, ovviamente. Anche te probabilmente.
E non è un caso che sia un DONNA ad aver a che fare con il briefing del tempo.
Carriera, successo, e tanta solitudine.
Mi è arrivata come una ventata di aria fredda in piena montagna la sciabolata di ricordi delle storie di DONNE che si sono avvicendate sulla poltrona del mio studio a raccontare in cornici diverse, lo stesso soggetto: ho ancora tempo? 
Forse non ne ho più...ormai non ne avrò più.
Non me ne vogliano gli amici maschietti, ma questo è un tema che comporta la compromissione quasi esclusiva dell'universo DONNA. 
Perchè il tempo con le DONNE può diventare davvero poco gentiluomo.
Passa con il suo incedere senza chiedere permesso. 
Non ne ha bisogno, bene inteso.
Per una DONNA di oggi tempo vuol dire soprattutto "realizzazione".
E realizzazione per molte di loro che il tempo se lo vedono sgranellare come sabbia di clessidra diventa "famiglia", "figli" che probabilmente NON avranno più il modo di avere.
E' una punizione estrema per qualcuna di loro. 
Sento le loro voci che parlano della impossibilità di realizzare la LORO NATURA (non tutte ammetto) di MAMMA appena prima che il GONG BIOLOGICO abbia svolto la sua funzione.
E diventa tutto una corsa.
Una corsa a vivere,a incontrare l'uomo perfetto, ad avere il successo professionale, a rincorrere la fertilità, a riconoscere quel barlume di SOGNO che il TEMPO è pronto a toglierti.
Perchè è questa la sensazione: CHE TUTTO STIA PER FINIRE.
TUTTO SI DISINTEGRERA' ALLA FINE DELLA LETTURA DI QUESTO POST!
Bene, spero che quest'ultima frase ti abbia fatto sgranare gli occhi o il sorriso perchè vorrei che tu che mi stai leggendo accogliessi queste parole nel profondo.
MENTRE STAI CORRENDO CONTRO IL TEMPO, lui non sa nemmeno perchè lo stai facendo. 
TI STAI PREOCCUPANDO del fatto che lui scorra (e santa Pazienza cosa vuoi che faccia lui che quello sa fare?) senza renderti conto che ti sta SFUGGENDO letteralmente di mano un CONCETTO.
Si, hai capito alla grande: un CONCETTO.
NON E' IL TEMPO A SFUGGIRTI DI MANO, ma è il tuo stesso VIVERE che ti stai perdendo.
Questo NON perchè lui ha deciso di accelerare le lancette...dai su...non crederai mica che stia a guardare te dalla mattina alla sera.
LUI è RELATIVO: dipende da TE.
Si, mia cara lettrice. IL TEMPO DIPENDE DA TE.
Non lo sapevi vero? Bene, ora lo sai.
DIPENDE DA TE E DA COME TI APPROCCI ANCHE A LUI.
E' gentile quando sei gentile e ti impegni a vivere MINUTO DOPO MINUTO quella vita con pienezza, senza PREOCCUPARTI che lui ti sfugga di mano.
Lui, il tempo, NON è responsabile delle tue scelte, delle tue avventure, dei tuoi SI o dei tuoi NO. A te o ad altri.
Lui, il tempo, NON è responsabile del treno che hai perso (metaforicamente o meno) o del tuo aver cambiato direzione.
Lui, il tempo, NON ti giudica.
Lui, il tempo, fa solo il mestiere suo. Passa. A modo TUO peraltro.
Solo che non lo conosci. 
Non lo incontri. Ti ci scontri. 
Giorno dopo giorno, fretta dopo fretta, minuto dopo minuto.
Pensiero dopo pensiero. Preoccupazione dopo preoccupazione.
E poi cosa accade? 
Che gli dai la colpa del tempo che hai tolto a te stessa in situazioni ed esperienze che hai scelto tu.
Il tempo SEI TU. 
Prenditi il tuo TEMPO, riprendendoti TE STESSA. 
Nel tempo in cui sei però. Perchè come passa lui, CAMBI TU.
Solo che spesso sei affezionata all'idea di TE e al SOGNO che AVEVI. 
Tutto passato.
Non torna ciò che era. 
Puoi prenderti ciò che desideri avere partendo da te, però. 
RE-INVENTANDOTI completamente, smettendo di imprecargli contro. 
Andandogli incontro. 
Perchè il tuo TEMPO ti appartiene. 
E se gli sorridi, lui si che è un gentiluomo: ti apre la porta delle OPPORTUNITA'. 
Una alla volta...nel giusto tempo. Nell'ordine che è sempre stato.

martedì 10 gennaio 2017

COACHING: SEMPRE LA STESSA STORIA? FORSE, EPPURE QUALCOSA È CAMBIATO. Di Daniela Marrocco Coach Bari

[SEMPRE LA STESSA STORIA? FORSE, EPPURE QUALCOSA È CAMBIATO]
👉"È sempre la stessa storia, stesso punto: cambiano le persone ma il risultato è sempre lo stesso. Sempre lo stesso problema. Non cambia mai niente"
☝️"Dici? Non è vero. Non sei allo stesso punto. È già diverso. Ci sei già passato. È diverso. Ora sai come è ... SAI COME FARE"
Solo che spesso pensi di NON sapere come fare.
Vedi, quando vivi alcune esperienze e queste tendono ad assomigliarsi non è che sei solo nella coazione a ripetere. 
Sei mica un criceto nella ruota?
Ora, probabilmente è esattamente così che ti senti: un criceto nella ruota dove gira e gira non cambia mai nulla.
E fai una fatica bestia per capire ma ... niente! Non cambia mai nulla.
👉E se invece OGGI ti dicessi che è già tutto cambiato?
Hai mai visto un piccolo criceto e un grande criceto correre affannosamente nella stessa ruota?
Certo che no! Le ruote devono cambiare in quelle cavolo di gabbiette.
Cambiano! Le cambi ... da piccola a grande.
Solo che a pensare alle ruote mi sa che ti sei perso il dettaglio!
Ci sono quei MOMENTI di vita dove per cambiare RUOTA da bravo criceto DEVI necessariamente uscire dalla gabbia. 
Si, hai capito bene: USCIRE DALLA GABBIA.
C'è stato un momento in tutte quelle esperienze che si assomigliano in cui 
SEI USCITO NON SOLO DALLA RUOTA MA ANCHE DALLA GABBIA!
Solo che non te ne sei nemmeno accorto probabilmente perché eri troppo impegnato a pensare a come sarebbe stato rotolare in una ruota più grande.
Perché è questo che ti insegnano: a guardare la ruota più grande. A farla girare bene. Prima che tu ti renda conto che serve a poco!
A nulla se non a chi le ruote le fa.  E tu sei mica un criceto, giusto?
Quindi, fatti un bel favore.
SMETTILA DI RACCONTARTI CHE E' SEMPRE LA STESSA STORIA, in versione Kolossal sempre più costosi.

Lo so che sei bravo, che quella storia la conosci, che ti fa - persino -  stare bene, che è quella che chiami "sono fatto così" o magari "è destino " e... senti non starò qui a menartela sul fatto che non è così perché se lo pensi forse è così!
  Solo ti chiedo: mentre te le racconti con un filo di orgoglio quelle storie, dal momento della magia iniziale alla sensazione di ineluttabilità del fallimento, anziché ripeterla come una canzone che sai performare alla grande... raccontala piano.
☝️Anzi. Meglio. SCRIVILA. 

E STAVOLTA riscrivila CERCANDO quando in quella storia, in quella esperienza che si assomiglia alle altre quel momento in cui SEI USCITO ANCHE PER UN SOLO ISTANTE DALLA GABBIA.
Perché - e questa è una certezza - esiste sempre quel momento!
Solo che in alcuni casi è SCOMODO, altri è in solitudine ... altre ancora è NON CONDIVISO, altre ancora è il RISCHIO DI NON ESSERE PIÙ RICONOSCIUTI, o di non essere più quello che ERI.
Ecco, ora sceglile le tue storie simili.  Riguardale e riscrivile cercando quel Preciso momento.
Poi... scrivila di nuovo immaginando che oggi fosse possibile cambiare l'esito. Certo.. in alcuni così sarà tardi.

Ma è tardi veramente per tutti i casi?
Sei certo che qualcosa non possa ancora trovare un nuovo esito?
E se vuoi esercitarti usa questa strategia:

A) chiudi un momento gli occhi e respira; 
B) assicurati di dire a te stesso che stai per immaginare qualcosa di impossibile, MA per qualche momento accederai ad una dimensione in un angolo della tua mente in cui quella cosa è POSSIBILE;
C) quindi, immaginala in tutto il suo dettaglio, cambiando i particolari che vuoi siano giusto, dando colore, profondità ed emozione. Tu come protagonista.. niente regia esterna ... solo tu. 
D) ripeti il tutto ogni sera facendo attenzione che la Sensazione sia di leggerezza. 

Nessuna aspettativa.
Non ti sto vendendo una appendice del "SEGRETO" o della legge dell'attrazione.
Voglio solo invitarti a insegnare a te stesso che quella dimensione di possibilità esiste. Anche se non nel tempo che vivi.
Cercala nelle tue esperienze passate. Cambiale in quella parte di mente, e poi respira.
Perché come diceva (anzi cantava) #PinoDaniele, alla Fine qualcosa ARRIVERÀ .

E se ti sei allenato bene, NON sarà la solita storia!